Piano contro le barriere architettoniche, Busto fa «un passo in più». Bipartisan

L'assessore all'inclusione sociale Paola Reguzzoni

BUSTO ARSIZIO – È un successo bipartisan la Delibera quadro sull’inclusione delle persone con disabilità presentata in consiglio comunale dall’assessore ai servizi sociali Paola Reguzzoni. «Non un “normale” Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), ma un impegno a fare un passo in più rispetto a quello che prevede la normativa» annuncia l’assessore leghista, che incassa l’unanimità al voto ma anche gli elogi dei capigruppo di maggioranza e opposizione per questa iniziativa che ha «fortemente voluto» portare in sala esagonale anche se non sarebbe stato necessario. «È una delibera importante, perché a Busto la popolazione che cresce di più è quella degli over 70, che ha bisogno di attenzioni».

Oltre il PEBA c’è di più

«Rispetto ad un “normale” piano di superamento delle barriere architettoniche – spiega Paola Reguzzoni – qui l’intera amministrazione si prende l’impegno di fare di più rispetto a quello che richiede la normativa. Un passo ulteriore che segua le esigenze reali delle persone con disabilità motoria, sensoriale e intellettiva». La delibera quadro, in collaborazione con la “squadra” del Disability Manager, vale a dire l’associazione professionale Fedman, «analizzerà il territorio suddiviso in punti di interesse e quartieri, per poter mettere in moto le opere concrete prima di avere il quadro completo di tutta la città. Si partirà dai percorsi sperimentali dal centro alle stazioni ed eventualmente, se verrà finanziato il progetto della via Mameli, dall’ospedale verso il centro. Non saranno solo privi di barriere fisiche ma idonei per essere percorsi da persone con qualsiasi tipo di disabilità. Leggibili per i non vedenti, con delle postazioni di riposo per chi ha difficoltà motorie e panchine idonee al rialzo di chi ha difficoltà motorie». A questo si aggiunge il lavoro di revisione di tutti i regolamenti comunali per renderli pienamente “accessibili”.

Plauso (e voto) bipartisan

Dopo che in commissione servizi sociali avevano fatto le “pulci” non tanto sulla delibera quanto su tutto quello che ci sta attorno in città – dall’adeguamento dei lavori del PNRR alle “barriere” di fatto che si creano sui percorsi pedonali quando non vengono tempestivamente rimessi in sesto tra le buche e gli effetti dei lavori di sostituzione dei lampioni dell’illuminazione pubblica che hanno lasciato criticità in più punti – le opposizioni hanno elogiato l’iniziativa dell’assessore Reguzzoni. «Un plauso» arriva da Gianluca Castiglioni (Busto al Centro): «È un primo passo concreto». Anche per Valentina Verga (PD) è «un primo tassello» ma già chiede di poter «partecipare il più possibile al percorso in commissione, anche confrontandoci il Disability Manager». Gigi Farioli (PRL) pone l’accento sul fatto che «questo non è solo un adempimento di legge. Nessuno obbliga a portare le linee guida in consiglio comunale, una scelta particolarmente importante e un passaggio ambizioso». Per Santo Cascio (Progetto in comune) è un’iniziativa che «rende onore alla buona politica. Ma anche la manutenzione ordinaria contribuisce all’eliminazione delle barriere architettoniche. E, permettetemi, magari anche ad evitare di creare i “disabili” di domani». Dalla maggioranza – e non sempre accade – intervengono per dichiarazione di voto tutti i capigruppo (Marco Lanza della Lista Antonelli, Orazio Tallarida di Forza Italia, Simone Orsi della Lega e Paolo Geminiani di Fratelli d’Italia, oltre al consigliere Max Rogora) elogiando e ringraziando l’assessore.

Gli altri punti discussi

Del resto, sempre nell’ambito dei temi dell’inclusione sociale, la seduta di ieri, 28 novembre, è stata caratterizzata anche dal dibattito-bis sul debito fuori bilancio per le spese condominiali nelle case popolari, che ha rinnovato l’appello «fuori tema» – come lo ha definito l’assessore Paola Reguzzoni – del “Fratello” Max Rogora sull’esigenza di recuperare gli alloggi sfitti («100 sono troppi») e di sfrattare chi non paga l’affitto. «Ma poi se hanno figli minori, rischiamo di pagare di più per inserirli in comunità» il monito della delegata leghista. E dopo il voto sul piano delle barriere architettoniche, è stata proprio l’assessore Reguzzoni a giocare un ruolo decisivo nel far approvare all’unanimità la mozione del PD sui disturbi del comportamento alimentare, grazie ad un emendamento bipartisan che invita l’amministrazione a «perseverare nell’impegno al contrasto del fenomeno», dopo che la maggioranza aveva chiesto la sua trasformazione in raccomandazione.

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