Piscina Manara, doccia fredda: chiusa per un anno. «Riaprirà nell’estate 2025»

BUSTO ARSIZIO – La piscina Manara riaprirà solo la prossima estate. Se tutto va bene. Lo ha annunciato l’assessore allo sport Luca Folegani nel corso della sua audizione in commissione sport, di fronte alle società sportive e agli utenti (c’era anche il coach di Niccolò Martinenghi Marco Pedoja) messe in ginocchio dalla chiusura prolungata dell’impianto natatorio bustocco. «Spiace per le società e gli atleti, ma tamponare era impossibile, abbiamo preferito prendere una decisione drastica e fare i lavori» ammette il sindaco Emanuele Antonelli. Ma l’opposizione non ci sta: «Prendiamo atto che di fatto resterà chiusa un anno – le parole del consigliere Emanuele Fiore (gruppo misto) che aveva chiesto la seduta di commissione – è una doccia fredda per la città. Il precedente assessore aveva rivendicato il salvataggio della piscina».

 

La relazione dell’assessore

«Siamo i primi ad avere interesse a riavere la piscina funzionante e ci stiamo impegnando per garantire una ripresa nei tempi più rapidi possibili – la premessa dell’assessore Folegani – ci sono problematiche che hanno reso la situazione molto delicata, dalla vetustà dell’impianto all’importanza degli interventi». Il vicesindaco di Fratelli d’Italia conferma che «i rapporti con Aquamore sono buoni, c’è la volontà di portare avanti la concessione fino al 2026 con un’eventuale proroga alle stesse condizioni economiche. La riapertura a step tra novembre 2024 e marzo 2025, invece, non è una soluzione praticabile – spiega Folegani – creerebbe un disequilibrio economico e la concessione è sospesa, oltre a comportare questioni pratiche con i lavori in corso». Nel frattempo l’amministrazione ha formalizzato un incarico da circa 40mila euro di “due diligence” alla società specializzata BMS chiamata «nell’arco di due mesi a definire gli interventi dettagliati e precisi sulla piscina con l’obiettivo di garantire la riapertura per la stagione estiva e, salvo complicanze, con l’inizio del nuovo anno scolastico».

Il dibattito

«Una doccia fredda» il commento, a caldo, del consigliere Emanuele Fiore. «Spendiamo altri 40mila euro per stabilire quali sono gli interventi da eseguire? E non è che siamo esposti a ricorsi da parte degli operatori che avevano concorso all’affidamento dell’impianto o dalla stessa Forus che aveva in gestione l’impianto a fronte delle necessità di manutenzione straordinaria emerse. Servono chiarimenti, sono variate le condizioni se la piscina rimane chiusa per un anno». Dai banchi del PD è Paolo Pedotti ad insorgere: «In dieci anni non è stata fatta nessuna manutenzione straordinaria, è scandaloso. E la due diligence si fa solo ora? In ritardo di dieci anni, ma anche di cinque mesi, finanziata con i fondi stanziati a giugno». Il segretario Dem insiste sui lavori da eseguire, «quali sono bloccati dal procedimento giudiziario in atto e quali si possono fare» e chiede «a cosa serva la due diligence se c’è un parere della CTU». Per Cinzia Berutti (PD) «è una vergogna che una città come Busto Arsizio chiuda la sua piscina per un anno».

Interviene il sindaco Antonelli

A questo punto il presidente della commissione sport Orazio Tallarida dà la parola al sindaco Antonelli, che ribatte con il suo stile alle critiche dell’opposizione: «Pensate sempre che noi siamo incapaci e voi i geni che capiscono tutto. Qui è successo qualcosa di importante, ma non ve ne rendete conto. È inutile che vi elenco tutti i lavori. Aquamore ha lavorato per capire quali erano i problemi, “cubavano” circa 500mila euro, ma ha preferito evitare di subentrare a gennaio, con il rischio di perdite economiche». E allora la scelta è stata di chiudere per realizzare tutti i lavori che servono: «La nostra piscina è molto complicata, va controllato tutto centimetro per centimetro, idraulica, meccanica, elettrica e riscaldamento, poi occorre appaltare i lavori ed eseguirli, ecco perché prima di maggio 2025 non riusciamo. Tranquillizzo sulla concessione, Aquamore ha capito il problema di questa piscina che è soggetta a restrizioni di ATS, e non potrebbe riaprire senza i lavori. C’è anche la perdita della vasca da 50 metri, dovremmo riuscire a fare anche quell’intervento».

Il futuro: il project financing

Per il futuro torna d’attualità l’idea di «un project financing per affidare la gestione per “tot” anni con interventi importanti, non solo interni ma esterni, da cui saranno esclusi i lavori fatti da noi. L’intervento totale si aggirerà sul milione e 600mila euro. Spiace per le società e gli atleti, come il campione olimpico Martinenghi, e vedremo di andare incontro a loro per sopperire alle perdite che hanno avuto. Ma era impossibile tamponare, abbiamo preferito prendere una decisione drastica e chiudere per completare i lavori». E Antonelli non rinuncia ad assumersi le sue responsabilità come rappresentante dell’amministrazione: «Abbiamo probabilmente sbagliato noi a non controllare le società che erano dentro a gestire la piscina. Il nostro sbaglio è stato fidarci dei privati, non avendo dei tecnici specializzati in materia».

La sfiducia e il monito

«Ma i danni di un servizio non dato ai cittadini per un anno passano così sottogamba? – la replica di Santo Cascio – quale fiducia si può avere nei confronti di una dichiarazione d’intenti un’amministrazione che non ha proceduto a controllare e a spendere i soldi che andavano spesi e poi è arrivata a chiudere per un anno l’impianto. Non è un inciampo, ma è mancata attenzione per un servizio così importante». Dall’ex sindaco Gigi Farioli arriva un monito: «Senza polemica, se errore c’è stato è stato quello di tamponare con risposte immediate, magari senza approfondire il grande guaio strutturale che nel frattempo si era generato. Come mai non è emerso quando Aquamore è arrivata a Busto Arsizio? Non possiamo più permetterci superficialmente che quello che si sta facendo con determinazione venga vanificato, evitiamo di sbagliare oggi. Da subito si studi una finanza di progetto che dia quelle risposte in grado di garantire un futuro alla piscina».

La data di riapertura che “scotta”

E da Emanuele Fiore arriva l’appello a «prendersi l’impegno di garantire la data di riapertura, dopo che tante volte è stata spostata in là l’asticella». Ma il sindaco Antonelli non la prende bene: «Vuole che le firmo la data di riapertura del 31 maggio? Ma se affidiamo i lavori e c’è un ricorso poi il 1° giugno viene qui a dire che ho mentito? Sarei falso se dico sì al mille per mille. È un aut-aut stupido, una presa in giro». Poi però è lo stesso Fiore a chiarire che apprezza la serietà di questo approccio.

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