BUSTO ARSIZIO – Si avvicina un autunno in cui «Busto si gioca il suo futuro» e per l’ex sindaco Gigi Farioli è il momento di rilanciare il dibattito su cinque temi che rappresentano altrettante «priorità» per la ripresa dell’attività politico-amministrativa dopo la pausa estiva. Le opere del PNRR, il personale comunale e l’ottimizzazione dei servizi, la sanità territoriale in vista del nuovo ospedale e della riconversione dell’attuale, la revisione del PGT e il futuro delle società partecipate della galassia Agesp. Sfide che, da un capogruppo di opposizione, vengono indirizzate a «sindaco, Giunta, Consiglieri comunali, Forze politiche, Sindacali, Associazioni di categoria» con l’obiettivo di dare il contributo alle «scelte essenziali» che Busto sarà chiamata a compiere nei prossimi mesi.
Il “manifesto” post-Ferragosto
Farioli scrive una lettera aperta che è una «riflessione sullo stato dell’arte e di ridefinizione delle priorità che la ripresa e l’autunno incipiente ci riserveranno» che richiama ai celebri “manifesti” di Ferragosto che, come se fosse una sorta di “Te Deum” laico di mezza estate, abitualmente esternava dal suo ufficio al primo piano di Palazzo Gilardoni quando era sindaco. Stavolta lo fa, non solo ricordando l’appello (in larga parte inascoltato) dei gruppi di opposizione dello scorso dicembre, ma soprattutto richiamando quello spirito di «amicizia declinata anche in senso sia politico che istituzionale» che ha animato il discorso del Presidente Sergio Mattarella al Meeting di Rimini.
I temi
Quale sarà stavolta la risposta della maggioranza? Lo scopriremo solo vivendo. Intanto Gigi Farioli invoca, per le opere del PNRR, «modalità di gestione che possano impattare positivamente sugli equilibri economici, finanziari anche socialmente per i prossimi decenni», mentre sul personale apre a «modalità alternative» per l’erogazione di alcuni servizi (leggi, esternalizzazione) in seguito ad un’«analisi del fabbisogno del personale». Sul tema sanità ribadisce la necessità di «un efficace monitoraggio dei servizi ospedalieri da garantire nell’accompagnamento al nuovo polo» oltre a sollecitare l’avvio dell’Accordo di Programma per il sedime dell’attuale nosocomio da dismettere. Sul PGT rilancia i temi dello sguardo verso Malpensa e della «transizione energetica», mentre su Agesp auspica la riaffermazione di «una valenza strategica consentendole di poter costituire anche nelle prospettive dei prossimi anni solide prospettive di partnership credibili e attrattive».
Le “riflessioni post-ferragostane” di Farioli
Lettera aperta a Sindaco, Giunta, Consiglieri comunali, Forze politiche, Sindacali, Associazioni di categoria
Prendo, non solo metaforicamente, carta e penna, al termine del saluto di chiusura del nostro Presidente Sergio Mattarella al Meeting dell’Amicizia di Rimini. Lo spirito che anima lo scritto, predisposto nelle sue principali linee a cavallo del Ferragosto, è infatti proprio in perfetta coerenza con il messaggio del Presidente in cui l’amicizia viene declinata anche in senso sia politico che istituzionale. Un’amicizia che trae linfa ed essenza dalla profonda corrispondenza con la passione e il rispetto per la propria e altrui umanità e la necessità di tradurre anche nell’impegno per la Polis il desiderio di collaborare alla costruzione di una Città migliore che parta, per dirla con Giorgio Vittadini e Sergio Mattarella, da obiettivi possibilmente condivisi, nel rispetto dei ruoli e delle competenze.
Come spesso avviene, il mese di agosto, secondo una tradizione consolidata pur nella mutevole condizione socioeconomica, è caratterizzato, insieme con lo svuotamento dei parcheggi e la ricerca del distacco dal quotidiano, da una sorta di timeout anche istituzionale che, per altrettanta abitudine consolidata, può però costituire anche occasione per fare una sorta di riflessione sullo stato dell’arte e di ridefinizione delle priorità che la ripresa e l’autunno incipiente ci riserveranno.
Nel dicembre scorso, alla vigilia delle vacanze natalizie, come gruppi di minoranza, ci facemmo promotori di un appello per far sì che il 2023 costituisse l’occasione di un approfondito e partecipato dibattito sul presente e il futuro della nostra Città che, coinvolgendo tutte le forze vive della società, costituisse il presupposto vincente per operare le scelte più opportune per garantire alla nostra Busto, alle sue famiglie ed imprese, il futuro migliore possibile consapevoli come siamo che i prossimi anni, anche per il delicato contesto nazionale ed internazionale in cui ci troviamo ad operare, sono essenziali per garantire a Busto quel ruolo di guida di un territorio particolarmente competitivo della Lombardia e del Paese.
Non toccherò quindi in queste note di fine agosto che per certi versi riprendono quell’appello, i pur interessanti temi che, in pendant con i dibattiti estivi sul gossip Segre-Seymandi e il bestseller Amazon del generale Vannacci, paiono aver monopolizzato l’attenzione dei “nostri” consiglieri (tra sensi unici differiti e parrocchie/quartieri alla inconsapevole ricerca di difensori spesso gelosi del proprio spazio di rappresentanza), pur nella rispettosa e umile deferenza rispetto ai dibattiti oggetto di querelle.
Mi concentrerò invece, con quello spirito di leale collaborazione che ha animato in consiglio il dibattito su Malpensa e l’importante ruolo che la nostra Città può svolgere sia istituzionalmente che come aggregante di una area vasta a cavallo dell’Asse del Sempione e dell’Alto Milanese, su alcuni temi che ritengo prioritari e su cui forze politiche, giunta, consiglio e, perché no?, associazioni economiche e sociali, saranno chiamati ad operare scelte importanti e, a mio modesto parere, ormai indifferibili. Per comodità, pur nella naturale trasversalità, li tratterò per punti o capitoli. Operando ovviamente una sorta di scelte di priorità che non hanno né l’ambizione, né la pretesa di essere esaustive od escludenti. E, in particolare, tornando in molti casi su temi e proposte già anticipati in commissione o consiglio. Chiedo preventivamente scusa a chi, quindi, potesse trovarli ripetitivi o reiterati. Per una volta, visto il periodo ancora vacanziero, preferisco il latino “repetita iuvant“ al pur sempre importante “tempus fugit”.
- PNRR: alla luce del purtroppo incerto e confuso processo di ridefinizione degli obiettivi e delle priorità definite, per ora ancora con molte incertezze da parte del governo centrale, ahimè anche su questo versante colpevolmente poco rispettoso delle autonomie locali, è essenziale che, soprattutto sul versante dei progetti di rigenerazione urbana, costante e trasparente sia l’accompagnamento e il monitoraggio dei diversi progetti in itinere con il precipuo fine, da un lato di ottimizzare le risorse attratte, dall’altro di garantire che tali risorse (difficilmente riproponibili in futuro) si traducano davvero in investimenti in grado di offrire alla Città e alla comunità prospettive di crescita consapevole. A tal fine occorre studiare sin d’ora modalità di gestione che possano impattare positivamente sugli equilibri economici, finanziari anche socialmente per i prossimi decenni. Particolare attenzione dovrà essere rivolta in particolare all’area Nord, mercato, alla riqualificazione urbana di Sacconago (ex oratorio) e ex Macello magari privilegiando, pur compatibilmente con le linee guida già definite, investimenti su formazione, servizi sociosanitari di prossimità e valorizzazione protagonismo giovanile.
- Ottimizzazione servizi e risorse umane: è evidente che, anche alla luce dei più recenti provvedimenti connessi alla riforme della Pubblica Amministrazione, è ormai indifferibile la necessità di ottimizzare all’insegna dell’efficienza ed efficacia (oltre che della meritocrazia) l’erogazione dei servizi. A tal fine occorre una attenta e oggettiva analisi dei fabbisogni di personale dei diversi servizi valutando con trasparenza e coraggio quali privilegiare come necessaria priorità strategica. Per altri è forse il caso di valutare modalità alternative. Va da sé che la finitezza oggettiva delle risorse esige scelte strategiche che sin d’ora definiscano priorità con particolare necessità di garantire idonei investimenti in settori delicati e/o strategici come quelli legati alla informatizzazione e digitalizzazione spinta. Anche per non vanificare gli impegni assunti in sede PNRR in tale direzione. Confermiamo sin d’ora massima disponibilità a collaborare nelle sedi che verranno ritenute più efficaci ed opportune per condividere, se non le scelte – ovviamente di competenza di giunta e maggioranza – le responsabilità, consapevoli come siamo che tali scelte, necessariamente innovative, necessitano della massima condivisione possibile. Ma nell’altrettanto evidente consapevolezza che diversamente si continuerebbe a inseguire semplicemente l’emergenza.
- Sanità locale e territoriale: il riavvio del procedimento per l’approvazione dell’accordo di programma per il nuovo ospedale obbliga ad una attenta ed efficace azione dell’amministrazione, auspicabilmente in stretta collaborazione con il comune di Gallarate ma anche i diversi enti locali d’area, per ottimizzare il suddetto accordo sotto ogni profilo non solo urbanistico, ambientale e viabilistico ma anche sociosanitario attivandosi con la regione e le direzioni sanitarie facendo seguito alle disponibilità manifestate. Ciò per un efficace monitoraggio dei servizi ospedalieri da garantire nell’accompagnamento al nuovo polo. Va da sé che occorre tempestivamente promuovere, a questo proposito per iniziativa diretta della nostra amministrazione, un ulteriore accordo di programma per la contestuale ridefinizione della destinazione degli odierni siti ospedalieri (anche qui cogliendo le disponibilità offerte come impegno da Regione Lombardia e sue strutture partecipate). Altrettanto importante sarà farsi propositori di valorizzazione di servizi territoriali (case salute ed altro) pre o post ospedalieri, ma soprattutto per valorizzazione servizi integrati per cronici e fragili (perché non pensare al vecchio oratorio di Sacconago?).
- Piano di Governo del Territorio: è di questi giorni la notizia dell’affidamento dell’incarico professionale per la revisione del Piano di Governo del Territorio. Quale migliore opportunità per ridefinire priorità per meglio valorizzare e contestualizzare opportunità di crescita equilibrata e sostenibile del la nostra Città, magari sfruttando le molte intuizioni che già la nostra amministrazione seppe per prima cogliere sull’efficientamento energetico, sfruttando anche gli ambiziosi progetti infrastrutturali connessi alla transizione energetica e ambientale, così come ai progetti di mobilità sostenibile e all’evidente connessione strategica con il Piano d’Area Malpensa, promosso e auspicato unanimemente dal consiglio nei mesi scorsi? Così come non potrà certo mancare una seria e approfondita riflessione sulla politica della casa e dell’housing sociale. Va da sè che particolare attenzione dovrà essere rivolta ovviamente alle aree del nuovo ospedale (in un ben più ampio contesto del solo accordo di programma) e dell’odierno sito, così come delle aree di intermodalità e industriali.
- Agesp , futuro delle partecipate: è tema particolarmente urgente e ormai improcrastinabile quello del presente, ma soprattutto del futuro del nostro sistema di partecipazioni comunali. E’ indubbio che l’approvazione del Piano Industriale di Neutalia con la prospettiva di investimenti ambiziosi e coraggiosi sul versante dell’economia circolare oltre che sulla decarbonizzazione rende ancor più urgente definire scelte tese a dare ad Agesp, il suo sistema e la sua galassia, una valenza strategica consentendole di poter costituire anche nelle prospettive dei prossimi anni solide prospettive di partnership credibili e attrattive. In quest’ottica è indispensabile in tempi ravvicinati definire scelte anche strutturali per far sì che alcuni processi, rimasti ahimè troppo fermi per anni, vengano ridefiniti in una chiara e coerente visione di sistema. Va definito con urgenza il percorso di vendita di Agesp Energia, possibilmente mantenendone forme di controllo. Fondamentale a tale proposito e urgente la chiara definizione del servizio di teleriscaldamento e della necessità di coordinarne con efficacia politiche e convenzioni. Così come va ripensato, non solo dal punto di vista organizzativo e gestionale il ruolo di Agesp Attività Strumentali, oggi società totalmente partecipata da Agesp Spa, società quindi di secondo livello con propri organi amministrativi. In pancia ad Agesp Spa oggi c’è anche Prealpi Gas. Ad oggi costituisce ancora un patrimonio significativo, anche alla luce di scelte lungimiranti di anni fa sulle reti. Siamo ormai da un decennio in stand by in attesa di una gara per l’ambito di cui facciamo parte (come comune siamo stazione appaltante). Anche qui occorre assumere scelte tempestive valutando che, anche qui, il tempo è tutt’altro che una variabile indipendente. Siamo certi ancora che gli orientamenti di qualche anno fa che suggerirono la ricerca di potenziali partner per la partecipazione alla gara sia la scelta più efficace e vantaggiosa? Non rischiamo che l’inerzia, stante il processo di progressiva decarbonizzazione, nel corso degli anni cambi prospettive è attrattività competitiva della società? Anche su questo forse occorre un attento confronto. Così come forse potrebbe essere utile far sì che Agesp riprenda a tessere una tela relazionale per ampliare la propria sfera di competenze in alleanze con altre realtà locali e territoriali. A che punto siamo con Lonate e Ferno e Sap? Non riteniamo di proporci con altre società come Sieco e Coinger? Busto e Agesp devono sempre più avere l’ambizione di proporsi in chiave d’area e , perché no?, magari diventare il braccio operativo del Comune per investimenti e gestioni nel settore delle energie rinnovabili promuovendo comunità energetiche con adeguati programmi che la pongano come pivot per edifici pubblici, aree verdi, agricole o magari anche collaborazioni con privati, condomini ed altro? Magari anche nel sito di Neutalia? O prevedendo la copertura di parcheggi e, perché no, del mercato?
Sono certo, come anticipato già in premessa, che su questi temi così come su altri l’attenzione e sensibilità sia ampiamente diffusa e credo anche che, nell’ovvio rispetto di ruoli, sensibilità e responsabilità ciascuno non mancherà di portare il suo apprezzato contributo. Riprendendo in chiusura le parole di Sergio Mattarella oggi al Meeting, mi fa piacere immaginare che questi stimoli e disponibilità al confronto possano essere colti da tutti come un gesto di amicizia, per la città, la politica, per ciascuno degli interlocutori, nella consapevolezza che tale sentimento caratterizza la persona e la anima prescindendo dalle identità, appartenenze e anche dalle idee. Ma, come precondizione del dibattito, è condizione di concordia nella condivisione degli obiettivi. Che, ne sono certo, animano tutti noi. A prescindere.
Con stima,
Gigi Farioli
