BUSTO ARSIZIO – Eppur si muove. Dopo settimane di trattative sotterranee e non, la situazione in casa Pro Patria sembra finalmente destinata a sbloccarsi. Su più fronti: da quello principe societario, fino alle scelte operative che riguarderanno in primis il direttore sportivo (c’è già un nome caldo, quello di Alex Casella, ma non è l’unico…), quindi l’allenatore e il direttore generale.
Ma andiamo con ordine
Capitolo societario: Estrella in scena
Dopo il mancato matrimonio con la Varesina della famiglia Di Caro, l’attuale azionista di minoranza biancoblù Luca Bassi continua a lavorare (di concerto con l’avvocato Rosanna Zema) per delineare il futuro del club di via Ca’ Bianca. Il manager bustocco-londinese – figura chiave dello scacchiere tigrotto – nelle ultime settimane avrebbe intensificato i contatti con l’Estrella Football Group, tanto che la fumata bianca sarebbe imminente.
La holding olandese era stata – lo scorso 28 aprile – la prima realtà a manifestare concretamente il proprio interesse per l’acquisizione della quota di maggioranza della società detenuta dalla presidentessa dimissionaria Patrizia Testa. Ora i tempi sarebbero finalmente maturi, con Estrella – società di cui Bassi conosce bene il management (lato finanza) – pronta a tornare alla carica per completare un’operazione soltanto rinviata.
Capitolo diesse: in pole Casella, ma…
Che la situazione societaria tigrotta sia vicina ad uno sbocco concreto lo suggeriscono anche i movimenti registrati (nei giorni scorsi si era fatto il nome di Francesco Lamazza) sul fronte dell’area tecnica. A conferma dei rapporti d’amicizia esistenti fra Luca Bassi e l’ex direttore generale della Juventus (ora alla viola) Fabio Paratici, la Pro Patria avrebbe avviato contatti con Alex Casella (a sua volta nel giro bianconero, sia ai tempi di Paratici, ma soprattutto di Cristiano Giuntoli, ora all’Atalanta). Ex calciatore nonché dirigente sportivo del Gozzano di Messias, l’avvocato di Borgomanero si è messo in evidenza nel ruolo di direttore sportivo – dopo una parentesi al Carpi in B – nel quadriennio con la Pro Vercelli, prima di approdare alla Spal. Un profilo giovane ma già dotato di una significativa esperienza nelle categorie professionistiche, che potrebbe rappresentare una scelta di prospettiva per la ricostruzione tecnica biancoblù. Anche se sul taccuino di Bassi – convinto nel ripescaggio (la posizione del Crotone potrebbe fare al caso della Pro) – ci sono altri nomi caldi (e forse qualcosa di più): le prossime ore potrebbero essere decisive per clamorose novità.
Capitolo allenatore: Dossena era la prima scelta
L’ipotesi di Casella nel ruolo di diesse ha alimentato di riflesso già le prime possibili ipotesi in merito al possibile allenatore della Pro della stagione 2026/27. In pole position sembrava esserci appunto Andrea Dossena che, al di là dell’incidente linguistico ai tempi del Renate (“il Pro Patria”) , è stato un fedelissimo di Casella sia alla Pro Vercelli sia alla Spal. Sembrava, però: perché la prospettiva di affrontare il campionato di Serie D, categoria meritata purtroppo sul campo dalla Pro Patria al termine di una stagione disastrosa, costituisce un rischio che il tecnico lodigiano dai trascorsi calcistici con Verona, Udinese e Napoli non sarebbe intenzionato ad assumersi. Questo nonostante Luca Bassi voglia provare, come già accennato sopra, a percorrere la strada del ripescaggio in Serie C: una strada tortuosa, ma non impossibile.
Le altre ipotesi
Per questo motivo il capitolo panchina resta completamente aperto ai nuovi scenari. Tra i nomi inizialmente monitorati figurava anche quello di Beppe Scienza, ex tigrotto e piemontese come lo stesso Casella. Le valutazioni prese in esame (da Franco Lerda a Francesco Baldini, passando per Davis Mangia, Antonio Soda, Massimo Gardano, Marco Gaburro, David Sassarini e Massimo Paci) potrebbero però venire completamente stravolte dai prossimi sviluppi. Decisiva sarà ovviamente la categoria in cui militerà la Pro. E magari anche i “consigli” di un certo Fabio Paratici, il cui figlio Lorenzo (portato da Casella alla Pro e Vercelli) potrebbe essere uno dei prossimi tigrotti. Ma fra il dire e il fare, meglio andare cauti e aspettare le decisioni di Bassi che potrebbero rivoluzionare lo scenario.
Capitolo direttore generale: spunta il nome di Gorrasi
Parallelamente proseguono i ragionamenti relativi alla figura del direttore generale. I contatti sarebbero già stati avviati, anche se per il momento si tratterebbe soprattutto di consultazioni esplorative. Il nome più facilmente raggiungibile potrebbe essere quello di Salvatore Asmini, recentemente dimessosi dalla Castellanzese. Un dirigente che conosce bene la piazza, il territorio, la categoria e che rappresenterebbe una soluzione immediatamente disponibile. L’attenzione della Pro Patria, tuttavia, si sarebbe posata anche su un’altra figura molto attiva del territorio, ovvero Carmine Gorrasi, attuale direttore generale della Solbiatese. Il recente approdo dei nerazzurri alla finalissima playoff dovrebbe però garantire alla società di Solbiate Arno la certezza (mal che vada a tavolino, in base alle graduatorie di ripescaggio) della partecipazione al prossimo campionato di Serie D. Un traguardo inseguito a lungo dal club del presidente Claudio Milanese che potrebbe convincere Gorrasi a proseguire il percorso intrapreso ormai da diversi anni.
Attenzione anche ai possibili out-sider. Un nome su tutti? Beppe Scandroglio, ex calciatore tigrotto con tanto di promozione in C, ex responsabile del vivaio biancoblù, ma soprattutto conoscitore di calcio come pochi: un talento innato confermato dai numeri dei tanti giocatori (alla Pro ne sanno qualcosa…) lanciati in prima squadra.
Mosaico in definizione
La sensazione – al di là persino di chi approderà effettivamente in via Ca Bianca (forse nessuno dei nomi citati) – è che tutte queste tessere facciano comunque parte di un unico mosaico in costante evoluzione ma al tempo stesso prossimo alla definizione. I continui movimenti degli ultimi giorni, fra contatti, telefonate, incontri e chi ne ha più ne metta, sono la testimonianza concreta di una Pro Patria messasi al lavoro per progettare il proprio futuro che, in realtà, è già il presente.
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