BUSTO ARSIZIO – Il dado è tratto, si fa per dire…
Come anticipato su queste colonne fin da lunedì mattina, la Pro Patria alla fine ha optato per la soluzione interna, con la promozione dalla Primavera biancoblù di Francesco Bolzoni, classe 1989, indimenticato centrocampista di serie A con le maglie di Frosinone, Siena e Palermo (nella foto), senza dimenticare le 14 presenze con la nazionale Under 21.
A Busto il promettente trainer lodigiano, provvisto di patentino, si troverà a dover affrontare la sua prima esperienza tecnica in solitaria in prima squadra (il suo “vice” sarà Beppe Le Noci), dopo una parentesi da collaboratore tecnico nelle file del Paradiso, guidato nella stagione 2023/24 da un certo Beppe Sannino, un nome che ritornerà.
Una scelta ad interim (poi si vedrà) sicuramente di buon senso, anche perchè a costo zero e già pronta “in casa”, ma che al tempo stesso denota le difficoltà incontrate dalla società bustocca, trovatasi senza un piano B pronto all’uso, nonostante i pessimi risultati della squadra.
Evidentemente – diciamo ancora una volta le cose come stanno – qualcosa è andato storto (la Pro, con questa posizione di classifica, non può certo avere un grande appeal), altrimenti Bolzoni avrebbe già potuto dirigere l’allenamento del martedì e del mercoledì, affidati invece a Beppe Le Noci, sempre più uomo/tecnico di fiducia del club e del diesse Turotti, ma sprovvisto ancora di patentino.
Viene pertanto da pensare che sia la pista Beppe Sannino, complicatasi terribilmente dopo le recenti traversie societarie del club elvetico (al Bellinzona proprio martedì è stata revocata la licenza, ma la società – che rischia concretamente l’esclusione con un via libera generale – ha già fatto ricorso), sia la pista Giacomo Gattuso, più volte visto allo “Speroni” ma legato contrattualmente ancora al Novara, abbiano incontrato più di un intoppo, non risolvibile nel brevissimo periodo.
Situazioni che avrebbero pertanto convinto il club – che ad un certo punto aveva cullato il sogno di riuscire a convincere Marco Zaffaroni (legato ancora al Sud Tirol), a ritornare sulla soluzione interna ad interim, in attesa degli sviluppi.
Chi vivrà, insomma vedrà, ma intanto la Pro Patria – che nel frattempo ha cercato di fare chiarezza anche a livello societario, con un singolare comunicato nel quale viene confermata la situazione attuale (con Patrizia Testa proprietaria di maggioranza e la Finnat ferma al 49%), rinnegando però le originarie intenzioni con cui Bassi & C si erano in realtà avvicinati alla Pro – aveva assolutamente bisogno di una scossa.
Pro Patria et Libertate 1919: l’ovale torna a casa. Il marchio è registrato UE
