Protesta dei sindaci del Luinese: «Anziani costretti a vaccinarsi a Gallarate»

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VARESE – Il piano vaccinale è stato per mesi al centro delle discussioni politiche e sociali in tutto il paese, e le critiche non sono mancate. E se per gli ultra 80enni sono da poco partite le somministrazioni, alcuni di loro rischiano di rimanere dimenticati. I cittadini del Luinese, infatti, per poter ricevere la loro dose si devono recare all’ospedale di Gallarate, a circa un’ora di auto: «Ovviamente questo è assolutamente impossibile per molti di loro e il rischio è che la maggior parte rinuncerà e non ce lo possiamo permettere». Così scrivono i sindaci di Luino, Enrico BianchiGermignaga, Marco Fazio e Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera in una lettera di denuncia.

Dalle Valli a Gallarate

«Abbiamo aspettato a lungo di iniziare a vaccinare i nostri anziani e abbiamo accolto con favore la scelta di Regione Lombardia di accettare le iscrizioni degli ultra 80enni su una apposita piattaforma», esordiscono Bianchi, Fazio e Passera. Ma ora veniamo a sapere da Asst Sette Laghi che i cittadini delle nostre valli dovranno recarsi a Gallarate per ricevere la loro dose. A quasi un’ora di auto da qui». 

Ci cadono le braccia

E gli effetti nefasti si fanno già sentire. «Ovviamente stanno fioccando le rinunce di moltissimi anziani, che non possono o non se la sentono di arrivare fin laggiù. A noi cadono le braccia. Eravamo certi si sarebbero utilizzate le strutture Ospedaliere di Luino, Cittiglio, e invece niente da fare».

Il rischio non è solo la messa a repentaglio di un intervento fondamentale quali sono le vaccinazioni, ma anche un duro colpo ai medici di base, «che hanno speso giorni e giorni a convincere i loro pazienti della necessità di questo passaggio e che ora, con ragione, ci confidano le loro ansie».

Sforzi vanificati

Ecco allora che i tre primi cittadini chiedono con forza di rivedere questa decisione. «Vogliamo che si aprano le porte dei nostri presidi per le vaccinazioni, con il “recupero” di quanti non se la sono sentita di raggiungere Gallarate. Stiamo combattendo una battaglia decisiva, e in questo momento abbiamo la possibilità di tutelare i più fragili e i più colpiti da questa epidemia. Se perdiamo questa battaglia, avremo perso tutti e, davvero, sarà troppo tardi per recriminare.
Per questo ci aspettiamo una pronta e risoluta presa di posizione dei vertici della Sanità provinciale, capace di mettere fine a uno stortura davvero incomprensibile».

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