VARESE – «O siamo una coalizione unita oppure ognuno per la sua strada. Non possiamo “fare” il centrodestra alle amministrative, alle regionale e alle politiche e “disfarlo” a Villa Recalcati. Quindi, rilancio l’appello, condivisibile, di Marco Colombo e ai partiti di coalizione dico: “Presentiamo una maggioranza di centrodestra al presidente Magrini”». E’ questa la posizione di Sergio Ghiringhelli, che rompe il silenzio della Lega per mettere sul tavolo la posizione del Carroccio.
Il Cubo di Rubik
La composizione della nuova maggioranza a Villa Recalcati al momento assomiglia al Cubo di Rubik, con la differenza che qui le facciate monocolori non vanno a posto in pochi secondi, ma occorrono ancora un po’ di giorni.
Il presidente Magrini, dopo l’esito dell’urna ha dato vita alle consultazioni politiche, incontrando tutte le forze rappresentate in consiglio. Anche Lombardia Ideale con un incontro “esclusivo” pur essendo stata eletta “in condominio” con la Lega. E ora sta attendendo segnali.
A oggi, l’ipotesi più accreditata è che si vada verso una maggioranza a 8 + 1, ovvero: 5 consiglieri del PD, 3 consiglieri del centrone più il voto in consiglio del presidente. Con Forza Italia che resta, come in questi due anni, sul filo del rasoio garantendo il voto di volta in volta. E con in più un Franco Compagnoni, Fratello, ma non duro e puro come Colombo.
E la Lega?
Le parole di Ghiringhelli, che sembrano di fatto sposare in toto la posizione del consigliere gallaratese di Fratelli d’Italia, in realtà contengono una sfumatura sostanziale. Il Ghiro non parla mai di “mandare a casa Magrini”. Non che brami per governare con lui, ma «perché questa Del Rio ha un sacco di coni d’ombra e da adito a troppe interpretazioni. Meglio non far fare all’Ente salti nel buio». Il suo tentativo è di mettere in atto il ribaltone e andare dal presidente « con una maggioranza compatta di centrodestra pronta ad amministrare. Una coalizione chiara, senza pasticci e senza inciuci».
Le vie della politica sono infinite
Possibile? «Beh – dice Ghiringhelli – davanti a quanto sta succedendo, la Lega non può più stare zitta. E non possiamo nemmeno accettare di lasciare l’Ente nelle mani di un PD che ha solo un quarto dei consensi su tutto la provincia. C’è un’anomalia, raddrizziamola. Di questo sto parlando sia con Marco Colombo, sia con Mattia Premazzi. E nel ragionamento che faccio non c’è la sfiducia al presidente sia chiaro. E’ chiaro che in consiglio c’è la possibilità di una maggioranza di centrodestra».
Il convitato di pietra
Anche Ghiringhelli non fa mai il nome di Forza Italia, che – facciamo notare – “sarà anche di centrodestra, ma i Berluscones hanno scelto di candidarsi alle provinciali con una lista ben distante dalla destra di Fratelli d’Italia, quindi?”, chiediamo. Lapidario il Ghiro: «Non possiamo essere una coalizione a Roma, in Regione e alle amministrative e fare scelte differenti in provincia. Altrimenti si traggano altre conclusioni».
