BUSTO ARSIZIO – Su 256 percettori del Reddito di Cittadinanza gestiti dai servizi sociali comunali, negli ultimi dodici mesi sono stati attivati 62 percorsi di accompagnamento al lavoro, di cui 8 sono sfociati in un’assunzione. Sono i numeri dello sportello sociale che la cooperativa Solidarietà e Servizi ha curato per conto dell’assessorato all’inclusione sociale con l’obiettivo dell’orientamento lavorativo dei percettori del RdC. «Tra questi 8 e le 12 badanti formate con il corso ad hoc, sono 20 persone che nel giro di sei mesi hanno trovato un posto di lavoro grazie ai servizi sociali» rivendica l’assessore alla partita Paola Reguzzoni, ribadendo che è «il lavoro l’obiettivo primario» della sua delega.
I numeri del RdC
Lo sportello sociale, nato nel 2020 in “era” Covid per orientare le famiglie ad accedere ai bonus, si è ora «trasformato in presenza attiva per l’orientamento lavorativo dei percettori del Reddito di Cittadinanza», come spiega l’assessore. In tutto sono state 256 le domande gestite nell’ultimo anno – si tratta dei soggetti che “transitano” dai servizi sociali, mentre la restante parte della platea dei percettori invece passa dai centri per l’impiego – tutte con un colloquio in via Roma: nel 68% dei casi (174) sono state definite con i Patti per l’inclusione (con cui i percettori prendono impegni precisi, dalla formazione all’impiego), in 82 casi sono state definite senza obblighi (in presenza di familiari disabili, figli minori di 3 anni o conviventi non autosufficienti) e in 38 casi sono state avviate alla decadenza, anche solo per chi non si è presentato ai colloqui.
Percettori al lavoro
Sono stati attivati 62 percorsi di accompagnamento al lavoro, di cui 2 tirocini e 8 assunzioni (il 13%, in maggioranza donne e a bassa scolarità), oltre a 10 rinunce, mentre sono state 58 le persone impiegate con i PUC (Progetti Utili alla Collettività), in maggioranza nel settore della Polizia locale, per l’assistenza all’esterno delle scuole. «I numeri magari non sono stratosferici, ma conta il principio – sottolinea Paola Reguzzoni – il divano come fonte di reddito non è un’alternativa. È uno strumento utile come sostegno momentaneo, ma ha portato anche a inserimenti lavorativi».
Il ruolo di Solidarietà e Servizi
«II numero di otto persone assunte può sembrare basso ma ci rende orgogliosi. E abbiamo idee per aumentarlo» sottolinea Filippo Oldrini, responsabile area inserimento lavorativo di Solidarietà e Servizi. «Un dato doppiamente significativo: da una parte riguarda persone estremamente fragili, con una grandissima difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro, dall’altro testimonia un approccio volto a uscire dal puro assistenzialismo». Ora però c’è la nuova sfida della riforma del Reddito di Cittadinanza, con il debutto dell’assegno di inclusione, che richiederà a Solidarietà e Servizi di «ingaggiare di più le aziende, anche incentivandole».
Dalle parole ai fatti
«Dalle parole siamo passati ai fatti – annuncia l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni – il lavoro è diventata parte integrante dei servizi sociali». Da sempre un suo pallino, di qui la scelta di affidarsi a Solidarietà e Servizi e ad uno sportello ad hoc: «Non è una spesa ma un investimento – chiarisce l’assessore leghista – ampiamente ripagato, peraltro, perché le 8 assunzioni sono famiglie su cui l’aiuto comunale può pian piano allentarsi. Ricordando che, con il nuovo RdC, se la platea dei percettori diminuisce con la nuova formula, per il Comune sono risorse in più da mettere a bilancio».
