RESCALDINA – Pubblichiamo una sintesi dell’intervento di Rosario Vitolo, assessore alla Polizia locale e ai Servizi sociali di Rescaldina, al seminario “Movimenti stupefacenti in provincia” svoltosi giovedì scorso, 15 maggio 2025, all’auditorium dello stesso comune (nella foto, il banco dei relatori).
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Il fenomeno dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti richiede a ognuno di noi di avere uno sguardo che consideri tanto gli aspetti sociali relativi alle dipendenze in genere, come anche gioco d’azzardo e alcool, quanto al contrasto delle attività criminali, gestite dalle mafie. Le dipendenze in genere, droga, alcool, gioco, sono vere e proprie patologie che richiedono un approccio non criminalizzante. I tossicodipendenti vanno agganciati, avviati ai servizi sociali territoriali e curati; lo spaccio invece, i canali di reclutamento dei pusher, di approvvigionamento delle sostanze, di arricchimento e riciclaggio vanno combattuti.
Come è noto in talune parti delle nostre aree boscate, confinanti con i comuni di Cerro Maggiore, Legnano, Castellanza, Marnate, Cislago e Gerenzano, abbiamo la presenza di spacciatori, che inchieste giornalistiche ci dicono provenire per brevi periodi, a chiamata, da una regione povera del Marocco, Bénì Mellal. I tossicodipendenti acquirenti che transitano sul nostro territorio arrivano sia in treno – e sono quelli più visibili e i più degradati dalla tossicodipendenza – sia con autoveicoli: quest’ultimo target è forse più significativo e pericoloso per i riverberi discendenti dalla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Vitolo: «Necessario approccio ad ampio raggio»
L’approccio al contrasto di questo fenomeno richiede pertanto uno sguardo multidisciplinare: uno dal punto di vista della sicurezza sociale e uno che tenga conto delle azioni di polizia da porre in essere dal lato della domanda e da quello dell’offerta. Azioni che devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive sul versante di polizia e riabilitative sul piano della tossicodipendenza.
Il Progetto Gasoline alla stazione ferroviaria – che abbiamo voluto rendere visibile, concedendo agli operatori una saletta riservata di aggancio e di ascolto dei tossicodipendenti, grazie a una virtuosa sensibilità dell’associazione culturale Ravello C’è che ha finanziato l’acquisto di arredi e condiviso gli spazi della biglietteria concessa in comodato d’uso al Comune – ci aiuta a pre-sentire, a pre-vedere, chi arriva sul territorio, in che condizioni ci arriva e soprattutto ci è utile nella creazione di una relazione confidenziale non giudicante che può contribuire ad abbassare le tensioni che l’inferno della vita di queste persone porta loro, e scommettere su occasioni di aggancio fortunate per avviare queste persone verso percorsi risocializzanti.
Nei report che periodicamente ci scambiamo, gli operatori ci avevano informato del movimento di un nuovo gruppo (circa una decina) di maschi tra i 25 e i 40 anni nordafricani e pachistani, alcuni dei quali palesavano atteggiamenti aggressivi; era anche periodo di Ramadan e per molti consumatori, come per gli operatori, la situazione non era facile da gestire. Tali informazioni sono state immediatamente trasferite agli operatori di polizia come elemento informativo per essere consapevoli e pronti a controlli che avrebbero potuto essere non di routine.
Il pericolo dei consumatori alla guida
Altra questione vale per i consumatori che si approvvigionano delle sostanze provenienti con veicoli propri, che sono più sfuggenti e più pericolosi per la sicurezza della circolazione stradale, per i quali la nostra Polizia Locale in cooperazione con l’Arma dei Carabinieri effettua servizi mirati e specifici con controlli alla circolazione stradale e in base alla legge sugli stupefacenti. Controlli che possono essere estesi e implementati se riusciamo a superare il limite della competenza territoriale, nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria, che la PL sconta in riferimento al proprio Comune. Tale limite può essere superato attraverso la sottoscrizione di una convenzione con i Comuni confinanti in provincia di Varese, mentre con Legnano e Cerro esiste già nell’ambito dell’aggregazione dei Comandi dell’Asse del Sempione.
Questo ci consentirebbe di accedere ai finanziamenti della Regione per la dotazione di strumenti di videosorveglianza e di coordinarci con un sistema razionale ed efficace, evitando sovrapposizioni lungo le direttrici di traffico. Con il Comune di Gerenzano sentiamo anche di assumerci la responsabilità e l’impegno, se condiviso dagli altri Comuni, di essere capofila di una costituenda convenzione, chiamiamola “del Rugareto”.
Iniziative sociali mirate
Sul territorio, in paese, ci sono iniziative sociali mirate proposte da cooperative sociali aggiudicatarie di bandi regionali, che si rivolgono a giovani a rischio di marginalità attraverso interventi di aggancio, di riduzione del danno e di inclusione sociale, oltre a tutte quelle poste in essere dalle e nelle scuole, tutte volte ad anticipare il tempo delle azioni di prevenzione delle dipendenze.
Siamo aperti a ogni progetto sociale finanziato da Regione Lombardia e Asst sui temi delle dipendenze, come del disagio giovanile. Rescaldina lo si consideri un laboratorio. Siamo persuasi che una buona politica sociale, oltre a contribuire alla costruzione di una civitas, di una comunità, costa poco e fa risparmiare non pochi soldi per successive spese sanitarie e di giustizia.
Alle associazioni presenti sul territorio abbiamo chiesto di organizzare iniziative che permettano alle persone di vivere i boschi per far sì che le presenze criminali arretrino, oltre che per stimolare le relazioni comunitarie e uscire dall’“affollata solitudine” creata dalla comodità del divano, dalla televisione e dai social. È nostro auspicio che il privilegio della presenza nelle aree boscate, nella loro integralità, possa tornare a essere la nostra delizia.
Fare rete con sano realismo
Possiamo affrontare fiduciosi questa piaga comune solo insieme, riconoscendoci ognuno nel valore dell’altro, comprendendo la trama di relazioni che devono intercorrere nei propri pezzi di competenza, facendo rete, cittadini, associazioni, decisori politici di governo e di opposizione, attori sociali (Servizi sociali, Sert, Noa, Asst) PL, CC, Polizia di Stato, Gdf in un’idea di sicurezza cooperativa e integrata fra attori istituzionali e partecipata con la cittadinanza nei suoi corpi intermedi associativi e singoli.
Siamo consapevoli, con sano realismo, che non è facile, ma come amministratori abbiamo il dovere, a legislazione vigente, di non lasciare nulla d’intentato. Insieme possiamo osare.
Rosario Vitolo
assessore alla prevenzione e sicurezza sociale – Comune di Rescaldina
Orario diurno e percorso inverso le novità della StraResca di domenica a Rescaldina
