Politica divisa sulla riapertura del vecchio ospedale di Legnano. Ma Gallera dice no

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LEGNANO – È dovuto intervenire l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera in persona per chiudere il discorso sul possibile ripristino del vecchio ospedale di Legnano (nella foto) per far fronte all’emergenza Coronavirus. «È una fake-news – taglia corto Gallera con un video sulla sua pagina Facebook – abbiamo svolto tutti gli approfondimenti necessari, per rimetterlo in funzione sono necessari dai 6 ai 12 mesi».

Il ripristino del vecchio Ospedale di Legnano è una fake-news. Abbiamo svolto tutti gli approfondimenti necessari, per rimetterlo in funzione sono necessari 6/12 mesi.

Pubblicato da Giulio Gallera II su Martedì 17 marzo 2020

Dopo il deputato dei Cinque Stelle Riccardo Olgiati, a sostenere questa soluzione è stato Riccardo Germani, portavoce di ADL Cobas Lombardia e operatore sanitario dell’ospedale di Legnano, che ha scritto una lettera aperta allo stesso gallera, al governatore Fontana, al direttore generale dell’ASST Milano Ovest, Fulvio Adinolfi e al commissario straordinario Guido Bertolaso. «Raccolgo la proposta di un gruppo di lavoratrici e lavoratori dell’ospedale – scrive Germani – e la rendo pubblica. Guido Bertolaso sta cercando di allestire, presso i padiglioni della ex Fiera di Milano, nuovi posti letto. Probabilmente il commissario straordinario non è a conoscenza della presenza di una struttura che ha tutte le potenzialità per accogliere velocemente nuovi pazienti vicino all’ex zona Fiera: il “vecchio monoblocco” e ben 2 padiglioni realizzati e predisposti 10 anni fa con tutte le attrezzature. Potrebbe essere – sottolinea il portavoce dell’Associazione diritti lavoratori – una risorsa per garantire immediatamente centinaia di nuovi posti letto. Ci sono camere già attrezzate con predisposizione di ossigeno, una rianimazione, reparti di terapia intensiva che sono chiusi, mentre resta aperto e funzionante in una struttura nuovissima un prezioso laboratorio di analisi». A detta di Germani, manca solo il personale per gestire «più di 500 posti letto che si renderebbero disponibili senza alcuno spreco di risorse e di tempo».

ADL Cobas e Cinque Stelle favorevoli

Anche Olgiati fa sapere di avere nuovamente scritto alla regione perché valuti la riapertura del vecchio ospedale in corso Sempione, dopo la risposta negativa ricevuta dall’ASST. «La struttura è sì abbandonata – osserva il parlamentare grillino – da 10 anni ma aveva reparti appena costruiti e si presterebbe benissimo a salvare vite umane in un periodo in cui sappiamo quanto è fondamentale liberare spazi per le terapie intensive. Nonostante il riscontro che mi è arrivato dal dott. Odinolfi che ritiene non percorribile la strada, ieri ho insistito riscrivendo all’assessore Giulio Gallera per invitarlo a effettuare un sopralluogo e prendere seriamente in considerazione l’idea, anche perché nella quotidiana conferenza stampa lo stesso assessore non più tardi di due giorni fa ha menzionato il vecchio ospedale di Legnano fra quelli su cui si sta ragionando».

Monti (Lega): «Solo una delle tante fake news»

Di tutt’altro avviso la Lega. «La scelta di realizzare il nuovo ospedale per l’emergenza Covid-19 all’interno della Fiera – osserva Emanuele Monti, presidente della commissione Sanità della Regione – è la soluzione più veloce e ottimale per fare fronte alla crisi e assistere il maggior numero possibile di pazienti. Le altre ipotesi che circolano, come quella di riaprire il vecchio ospedale di Legnano, non sono fattibili. La Fiera è la soluzione più economica e veloce. Inoltre, è collegata al meglio con tutte le principali vie di comunicazione e la struttura è attiva, anche se a livelli minimi, dal punto di vista dei servizi elettrici e idraulici. Infine, la gestione degli spazi modulari, trattandosi di un open space, è molto più efficiente e adattabile alle esigenze». Per contro, a detta di Monti, «le tempistiche per riaprire l’ospedale di Legnano sono troppo lunghe: si parla infatti di mesi. Tutte le strumentazioni sono state trasferite nelle nuove strutture. Inoltre, gran parte delle linee di alimentazione è stata smantellata, mentre la parte rimanente ha subìto danni a seguito di vandalismi. Dalla data di chiusura, poi, non è stato fatto nessun ripristino dello stabile, le cui condizioni oggi vengono considerate precarie. Spiace constatare – conclude il consigliere regionale della Lega – che esponenti del Movimento 5 stelle, al posto che darsi da fare nella raccolta fondi oppure con aiuti concreti, stiano comodamente al computer di casa ad alimentare fake news».

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