BUSTO ARSIZIO – Ieri la Festa dei Lavoratori, stamattina (2 maggio) subito il ritorno alla realtà. Per i pendolari di Trenord, molti dei quali sono lavoratori, il ritorno sui treni dopo il mini-ponte è come una doccia gelata: tutti stipati sui treni dell’ora di punta per Milano. Talmente pieni da lasciare persino gente sulla banchina: è successo al Malpensa Express delle 7.52 da Busto Arsizio diretto a Milano Centrale: «Già a Castellanza non si poteva entrare e a Rescaldina la gente è rimasta sulla banchina» raccontano i pendolari più fortunati che a Busto hanno trovato posto sul treno.
«Stipati come sardine»
A sollevare il caso ancora una volta è il Comitato Pendolari Trenord Busto Arsizio. Il problema è sempre lo stesso che da tempo viene segnalato: il convoglio, che è uno dei più gettonati dai pendolari del mattino, anche perché ferma a Castellanza e Rescaldina oltre che a Busto Arsizio e Saronno (è il caso del precedente 7.33 da Busto Nord per Cadorna), è partito da Malpensa in “composizione singola”, ovvero con un solo set di carrozze, e non con l’assetto doppio, più consono per l’affollamento dei treni dei pendolari. Sulle bacheche social del Comitato raccontano che «c’era gente in piedi già da Ferno-Lonate», la prima stazione dopo quella di partenza del Terminal 1, ma anche che, oltre ad essere pieno all’inverosimile, il treno «viaggia in ritardo e con i monitor interni non funzionanti». Un rientro al lavoro e all’università da dimenticare.
Annosa questione
Da tempo il Comitato Pendolari Trenord Busto Arsizio chiede alla compagnia ferroviaria regionale di stabilizzare l’utilizzo sistematico della composizione doppia dei convogli negli orari di punta del mattino e della sera per evitare il problema del sovraffollamento, che comporta evidenti disagi ai pendolari. Ogni mattina però è un terno al lotto.
