Romeo è segretario della Lega Lombarda: «Parliamo di Nord o non ci votano più»

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Massimiliano Romeo tra Andrea Cassani e Isabella Tovaglieri

MILANO – «Matteo, sai che sono sempre stato leale con te, se non parliamo più del Nord, al Nord i voti non li prendiamo più». Massimiliano Romeo, neo-segretario “nazionale” della Lega Lombarda, non le manda a dire. E viene accolto dall’ovazione della platea quando rimette al centro la questione settentrionale, di fronte al “capitano” Matteo Salvini. Parole chiare come quelle del governatore lombardo Attilio Fontana: «Il problema del Nord c’è, è sempre più presente e si presenterà nei prossimi mesi e anni. Quando dite che i nemici sono fuori dalla Lega, beh qualche nemico è anche dentro».

Il nuovo segretario

Il brianzolo Massimiliano Romeo, attualmente presidente dei senatori del Carroccio, succede a Fabrizio Cecchetti. Era il candidato unitario al congresso dopo il passo indietro in extremis di Luca Toccalini, il segretario nazionale dei Giovani che ha ritirato la sua candidatura alla vigilia dell’assise. Nel suo discorso Romeo ha parlato chiaro: «Negli ultimi tempi abbiamo perso parte di quell’identità che ci caratterizzava ed è normale che la base si senta disorientata e disillusa». Alla Lega «serve un cambio di passo, la base deve essere più coinvolta nelle decisioni e nelle scelte fatte dai dirigenti». E poi l’appello a Matteo Salvini: «Parliamo di Nord o non prendiamo più voti».

Confronto schietto

A fianco del segretario si schiera il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti: «Il capo va rispettato – le sue parole dal palco – abbiamo bisogno di essere una comunità, una Lega, solidali tra di noi. Altrimenti vincono gli altri». Il confronto è franco e schietto, e il governatore della Lombardia Attilio Fontana non si tira indietro: «Se continuiamo a dire che va tutto bene, nascondiamo qualcosa. Ci sono tante cose che vanno bene, ma anche altre che non vanno bene. Io qui sono a combattere a favore della Lombardia e a favore del Nord. Tutto il resto non mi interessa. Il problema del Nord c’è, è sempre più presente e si presenterà nei prossimi mesi e anni. Quando dite che i nemici sono fuori dalla Lega, beh qualche nemico è anche dentro. Quando vedo certi emendamenti, io mi incazzo come una bestia». La priorità, per Fontana, è l’autonomia: «Calderoli ha combattuto e sta combattendo una battaglia da solo contro tutto il mondo. Non ha mai avuto sostegno dai nostri alleati e da nessuno ma è riuscito a fare un passo avanti importante. Mi chiedo: dobbiamo continuare a lottare in questo modo? Noi lavoriamo e i benefici del nostro lavoro vanno a Roma, non so se questo vada bene. Io a casa mia risparmio e poi alla fine la lavatrice coi miei soldi se la compra il vicino di casa. Dobbiamo stabilire che questa è la priorità. Chiedo che venga posta formalmente una questione legata all’autonomia o legata a qualunque altro tipo di sistema che ci consenta di ritornare padroni a casa nostra. Altrimenti dobbiamo forse cambiare strategia».

Salvini e il congresso federale

«La scelta di un movimento nazionale per la Lega è giusta per il Paese ed è utile per la Lombardia – ribadisce io segretario federale e vicepremier Matteo Salvini – altrimenti faremo la correntina di altri partiti nazionali o il dopo-lavoro di quelli che vengono a parlare di Nord a chi per il Nord rischia la galera». E chiarisce, in vista del congresso federale: «Su questa scelta non torno indietro, poi i modi, i colori e simboli si possono adeguare, anche se Alberto da Giussano lì rimane finché campo così come il nome Lega». Ma, ammonisce Salvini, «la cosa che più danneggia la Lega sono le polemiche e il rumore di fondo che arriva da dentro». Sull’autonomia però il segretario sta con la base lombarda: «Con Calderoli ci confrontiamo tutti i giorni perché gli ostacoli non mancano. Ma l’autonomia la portiamo a casa, costi quello che costi».

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