Samarate, 755mila euro di opere nel 2026: «Poche ma buone». Priorità alle strade

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Foto di repertorio

SAMARATE – Un bilancio di previsione da 12 milioni e 350mila euro, quello del 2026 a Samarate. Questa la manovra finanziaria che verrà presentata questa sera, 17 dicembre, in consiglio comunale dall’assessore alla partita Rino Rigato. Focus sui lavori pubblici, attraverso un piano da 755mila euro totali che propone «poche cose ma concrete». Come le asfaltature o la sistemazione del Parco Primerano, ma anche per interventi volti a garantire la sicurezza in aree quali piazza Italia e via Marconi. Fra le altri voci, anche Imu e Irpef che restano invariate. Mentre le tariffe di alcuni servizi verranno adeguate.

Le opere pubbliche

«È stato un lavoro lunghetto e anche un po’ defatigante», dice Rigato. «Però, senza vantare toni miracolistici, qualche risultato l’abbiamo ottenuto. Anche grazie al lavoro dei vari settori». Fra le cifre delle opere pubbliche, spiccano i 340mila euro destinati alle asfaltature. Per la realizzazione del parcheggio della parte nuova del cimitero di Samarate, invece, verrà utilizzato l’avanzo vincolato per 160mila euro («Un’opera già prevista nel 2025 e ormai in fase di avanzata progettazione»). Tra gli interventi anche una prima sistemazione del Parco Primerano di Cascina Costa per 100mila euro, «abbandonato da troppi anni». Nell’elenco delle operazioni, anche la sistemazione di piazza Italia e di via Marconi – area scuole elementari – «con fondi derivanti da oneri vincolati già a disposizione». Infine, sono stati istituiti tre capitoli per 155mila euro «finalizzati a manutenzioni straordinarie di immobili, impianti e scuole che potrebbero velocizzare in maniera significativa questi lavori».

Imu e Irpef

Imu e addizionali sono rimaste «agli stessi livelli degli anni passati, per cui non ci saranno aumenti di sorta», prosegue l’esponente dell’esecutivo Ferrazzi. E prosegue: «Gli unici aumenti apportati in 18 mesi di amministrazione sono stati atti dovuti, e cioè l’aumento Tari che è andato a coprire il conguaglio di due annualità pregresse». Ma anche «le perequazioni statali e, contestuale al bilancio, l’aumento degli oneri di costruzione». Precisa: «Cioè la Regione impone che ogni tre anni gli oneri di costruzione vengano rivisti in base a criteri fissati, ma Samarate disattendeva questa norma da sette anni col rischio di vedersi arrivare qualche denuncia per danno erariale».

I numeri del bilancio

La parte corrente, poi, vede impegni per 12,3 milioni di euro e prevede l’assunzione di cinque figure (un vigile, un geometra per i lavori pubblici, un addetto ai servizi demografici, un addetto ufficio tributi, un assistente sociale) per completare la pianta organica. Con questi impegni la spesa del personale arriva a circa il 23% del bilancio (circa 2,9 milioni di euro) «ma dovrebbe assicurare un nuovo impulso all’attività amministrativa». Entro l’anno, inoltre, «è previsto un nuovo appalto per il servizio cimiteriale che dovrebbe eliminare i disservizi riscontrati nelle piccole manutenzioni o nelle lampade votive». In più, «si sta lavorando su alcune ipotesi di project financing su alcuni servizi tipo impianti sportivi o verde pubblico». Il tutto, «senza trascurare gli altri interventi, i cui risultati cominciano a vedersi». Come la segnaletica o la manutenzione stradale. Sta anche partendo il progetto di cittadinanza attiva, «che vede i cittadini, con elevato senso civico, mettersi a disposizione del Comune per piccole – ma importanti – attività di supporto all’amministrazione». E ancora: «Abbiamo potenziato il Piano per il diritto allo studio, arrivando ad impegnare il 15% del bilancio – cioè 1,9 milioni di euro – e abbiamo mantenuto complessivamente il settore dei servizi alla persona ai livelli del 2025, impegnando circa 2,9 milioni di euro».

Gli adeguamenti

Infine, in ambito tariffe, «abbiamo dovuto rivedere quelle di alcuni servizi». Quelle per le mense, ad esempio, «partiranno col nuovo anno scolastico e saranno rimodulate, quindi verranno riviste in base all’Isee». In questo senso, precisa: «Non si può continuare a scaricare sulla fiscalità generale gli aumenti tariffari. Non è un discorso populista, è questione di equità. Così come stiamo procedendo ad analizzare caso per caso il recupero degli affitti delle case comunali. E sono convinto che i risultati del prossimo conto consuntivo cominceranno a darci ragione su questa azione capillare e continuativa».

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