«Le elezioni sfacciate di Samarate: si fanno liste per una seggiolina»

samarate elezioni Eliseo Sanfelice

La notizia e’ stata ufficializzata soltanto sabato, ma era nell’aria già dallo scorso lunedi’, all’esito del risultati del primo turno delle comunali.
Adesso è ufficiale: a Samarate, dopo 70 anni, si è ricostituito il Comitato di Liberazione Nazionale.
Soltanto che questa volta il nuovo CLN , invece di contrastare, accanto agli Alleati anglo americani, i nazi-fascisti, si propone di cacciare dal palazzo del Municipio gli odiati fascio-leghisti e i loro junior partner, berlusconiani ciellini.
Come tutti i casi analoghi in cui la storia si ripete, anche questa volta si passa dalla tragedia alla farsa.
E di elementi farseschi è piena la variegata accozzagli ( oppure Fronte di salvezza nazionale) democratico, ex socialista, ex comunista, neo grillina e pseudo-civica.

Bisogna innanzitutto partire da chi la capeggia, che non è certo il candidato sindaco democratico Ferrazzi, ma una delle ex punte di diamante della Forza Italia dei tempi d’oro della provincia di Varese, Luca Macchi.
Come tanti, finito il Ventennio, invece di essere epurati, si riciclarono o ricevettero un nuovo battesimo purificatore dai compagni comunisti i del tempo, anche Macchi, staccatosi dal ras Caianiello caduto in disgrazia, dopo un primo giro a vuoto nel 2019, in questa tornata ha fatto, come si suol dire, il botto di voti, complici anche gli ultimi arrivati, i fratelli e le sorelle d’Italia ricchi di supponenza e poveri di autorevolezza, i quali si sono visti svanire, in pochi secondi, tra una croce e l’altra, dalla scheda delle europee a quella delle comunali la metà dei voti, poveri come erano di persone credibili e ricchi invece di supponenza.
Accanto a Macchi, che è certamente l’uomo nuovo, essendo sulla scena politica dagli albori di Forza Italia, giusto, cioè da 30 anni, troviamo il duro e puro leghista Brambilla, anche lui in scena dal 1990, che vedrebbe molto probabilmente dischiudersi, con una giunta di sinistra, un posto in consiglio comunale, un leghista ostile al Ponte come tutti noi, ma costruttore d muri con la secessione. Cavallo di battaglia della nuova formazione politica di cui fa parte.

A seguire, appare Cenci, la figura simpatica ma cartone dietro la quale si nasconde un’altra grande novità del panorama politico samaratese, l’ex sindaco socialista (mio caro amico) ma della prima repubblica (1985), Portalupi, già nemico di sangue del Macchi e del Brambilla. Ma, si sa, quando si tratta di cacciare il tiranno-dittatore non bisogna guardare tanto per il sottile e, anzi, ci si deve scordare il passato.
Berlusconiani, socialisti non pentiti, leghisti indipendentisti non potevano che accompagnarsi con la lista cattolico democratica di Città Viva, che, per l’appunto, in sezione, accanto ai quadri di don Milani e di La Pira, ha deciso di attaccare anche quelli di Bossi (Umberto) , del Cavaliere e di Riccardo Lombardi; i manovratori e le guide candidate e non candidate pur di non rivedere sui banchi della Giunta il Pit e il Tarantino, hanno deciso anche loro di sottoscrivere il patto con i diavoli Macchi e Portalupi.

Dei democratici non vi è nulla da dire, in Italia come a Samarate; semplicemente non sono pervenuti né ideali né programmi.
La parola d’ordine e la linea di azione sono chiare e lineari: il potere per il potere, con chiunque, in assenza di qualunque identità ideale che non siano le frignacce radicali della Schlein. Da trent’anni a livello nazionale si fanno digerire di tutto, da Dini a Prodi, da Monti al Conte dei decreti sicurezza salviniani, diventato in dieci giorni di agosto un autorevole punto di riferimento dei progressisti.
Con uno stomaco così, che fatica vuoi che sia digerire la macedonia mal riuscita fatta dei tanti personaggi locali di cui abbiamo appena parlato?

Mancavano, come gli ultimi mendicanti, giusto per avere anche loro uno strapuntino in consiglio comunale e un assessorato al nulla in giunta, quelli dell’uno vale uno, gli eroi del reddito di cittadinanza e del 110%. I manettari del Grande Fratello, dei Casalino e delle voragini del bilancio pubblico; in sintesi, i 5 stelle. Anche Sozzi finalmente in giunta! A nessuno si deve negare l’onore dell’assessorato! Sempre per il bene supremo di Samarate e sempre in nome della purezza e dell’antipolitica, si intende!

I ragazzotti messi in lista da Ferrazzi , che servivano soltanto come foglia di fico per nascondere i vecchi arnesi ex pci/pds e gli ex margherita, sono stati, come da copione, scaricati come inutili zavorre, una volta raccolto il loro piccolo, ma non banale, contributo di voti aggiuntivi, raccolti tra le anime belle a cui era stata raccontata la solita favoletta del rinnovamento della politica e del “largo ai giovani”; per loro, vista la grande alleanza , non ci sarà posto in consiglio comunale. Ma, bisogna ammettere, lo si intuiva che sarebbe finita così.

La farsa ha ancora questa settimana di messa in scena; Puricelli pare tramortito, anche perché non si immaginava tanto astio contro di lui che si è sempre sforzato di piacere a tutti. Ma a Samarate non si butta via niente; tutto si riscalda e si cucina di nuovo, anche gli ingredienti ormai scaduti e le vivande dimenticate da anni nella dispensa della cucina politica.

Il centro destra, certo non privo di colpe, anche pesanti, in tutte le sue componenti, o andrà casa per casa a riportare gli elettori alle urne, perdendo quella boria e quella arroganza apparse, alla prova delle crocette messe sulla scheda delle comunali, del tutto ingiustificate ed anzi ridicole, oppure inesorabilmente soccomberà.

O si renderà conto che non bastano i simbolini, la Giorgia, il Matteo e i loro replicanti provinciali a creare una rete di partecipazione e di consenso, oppure sarà costretto a fare da spettatore per cinque anni di messa in scena preparata dalle vecchie volpi di cui abbiamo parlato; uno spettacolo che avrà un presentatore non protagonista, come Ferrazzi che tre giorni fa veniva apostrofato, davanti a 400 persone, “hai un cervello piccolo” da chi dopo è diventato il suo compagno politico e di macedonia numero 1, Ferrazzi se non hai cura della tua dignità e Persona, facendoti dire di tutto, da Sindaco come puoi aver cura della dignità dei tuoi Cittadini e della nostra Città.

L’alleanza delle 4 liste contro Puricelli non poteva che avvenire in questi anni, dove ormai non ci si vergogna neppure più di non rappresentare più nulla, neppure gli slogan, ma si fanno le liste soltanto per cercare di trovare una seggiolina che dia un minimo di visibilità. Fino a 10 anni fa qualche remora ancora ci sarebbe stata, magari ci si sarebbe coalizzati, ma non tutti, proprio per difendere una parvenza di identità e di compatibilità ideale….con chi non ci si alleava formalmente magari si sarebbe tentato un accordo informale, da mantenere a elezioni avvenuta. Adesso invece tutto è sfacciato perché i personaggi sono così mediocri che neppure si rendono conto del livello di serietà minima che sarebbe richiesto in un paese normale, con una democrazia matura. 

Eliseo Sanfelice
(Bacheca civica di Samarate)

Ballottaggio a Samarate, tutti contro Puricelli. Ferrazzi sigla l’apparentamento a 4 

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