Samarate si ferma a pregare per Federico Venco. E la fidanzata: «Voglio la verità»

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SAMARATE – «Sempre pronto ad aiutare gli altri», dicono di Federico Venco. «Un cuor contento», lo ha definito la mamma Patrizia. «Era un bravissimo ragazzo: stava bene con tutti e aiutava tutti», racconta invece la madre di Marika Carboni, la sua compagna di vita da dieci anni. Ma questa sera non ci sono parole a Samarate per descrivere il 36enne, ucciso a Maddalena lo scorso sabato per essersi fermato ad aiutare una motociclista in difficoltà. Soltanto silenzio. E troppo dolore. A parlare oggi è invece la sua fidanzata, puntando l’indice sulle troppe contraddizioni del racconto di Valentina, la sopravvissuta. E dice: «Dica la verità».

Assurdo e ingiusto  

Tante le persone che si sono cominciate a radunare nella chiesa parrocchiale di San Macario, frazione di Samarate, molto prima delle 21, ora di inizio del rosario. Visi cupi, sguardi persi nel vuoto, e lacrime.  Più si delineano i contorni della morte di Federico e più appare tutto quanto assurdo e ingiusto. A consolare chi è voluto essere presente la madre di Federico, che attorniata dai suoi figli, con una grande forza d’animo ha dispensato abbracci e sorrisi a chi si è avvicinato a loro al termine della funzione.
Nelle ultime ore ha parlato anche il sindaco di Samarate, Alessandro Ferrazzi, che già all’indomani della tragedia aveva annunciato la proclamazione del lutto cittadino nel giorno dei funerali. «Ci troviamo di fronte ad un dramma assurdo, a una violenza inaccettabile che lascia l’intera città di Samarate sgomenta e smarrita», scrive sulla sua pagina ufficiale. Esprimendo umana vicinanza e il cordoglio più profondo alla famiglia di Federico («Nessuna parola potrà colmare questo vuoto, ma voglio che sappiano che la città intera è al loro fianco»), si lascia andare a una promessa:  «Abbiamo il dovere comune e personale di fare in modo che il suo altruismo, la sua umanità e il suo senso civico rimangano vivi per sempre nella nostra comunità, nel ricordo di Federico e come valori da applicare nella nostra quotidianità».

Le indagini 

Proseguono, intanto, le indagini per fare piena luce sulla morte violenta di Federico Venco. Domani, giovedì 6 agosto, il pubblico ministero di Busto Arsizio Massimo De Filippo affiderà l’incarico per l’autopsia sul corpo del samaratese. Il giorno successivo, venerdì 7 agosto, il magistrato affiderà invece l‘incarico per la perizia cinematica che dovrà ricostruire l’esatta dinamica dell’investimento volontario provocato da Mirko Bertellini, rinchiuso al carcere di Busto Arsizio con l’accusa di omicidio volontario. Nel frattempo saranno eseguite le copie forensi dei telefoni cellulari della ex di Bertellini – la donna che Venco stava accompagnando all’appuntamento – e dello stesso 44enne per ricostruire non solo lo scambio di messaggi di sabato scorso ma anche i rapporti pregressi tra i due. 

Quanti colpevoli?

Valentina aveva infatti denunciato l’ex in Piemonte a fine luglio per minacce e maltrattamenti, facendo scattare il codice rosso. Perché, allora, si è data appuntamento con un uomo che sapeva essere violento in un bar in un mezzo a un bosco, il Fogador, peraltro chiuso alle 23 di sera? Ma non solo. A Salvo Sottile ha raccontato di esserci voluta andare da sola, rifiutando quando ancora era a Vergiate qualsiasi tipo di accompagnamento («Un mio amico della compagnia mi disse: “Ti accompagno”. Gli risposi di no. Se fosse venuto con me e Mirko lo avesse visto, avrebbe rischiato grosso anche lui, non volevo casini. L’unica cosa che feci fu condividere con lui la mia posizione in tempo reale sul cellulare. Gli dissi: “Se succede qualcosa almeno saprete dove cercarmi”»). Perché allora poco dopo ha trascinato con sé un bravo ragazzo, trasformando un gesto di spontaneo aiuto in una simile tragedia?
E’ proprio ciò che si chiede Marika Carboni. Rilasciando una intervista alla Prealpina, ha detto di voler parlare con Valentina perché pretende di sapere la verità sugli ultimi momenti di vita di Federico. E dice: «Se lei era a conoscenza di quello l’ex voleva farle, anche lei è colpevole e dovrebbe pagare anche lei per quello che è successo. Perché questo è un atto di colpa, ha involontariamente ucciso una persona». 

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