«Ma quali fantasie complottiste, San Giorgio preda di un sistema opaco»

samuele trevisan adriano solbiati

SAN GIORGIO SU LEGNANO – In merito alla replica della lista Vivere San Giorgio, ci preme chiarire con fermezza che le nostre osservazioni non nascono da “fantasie complottiste”, ma da un’analisi concreta e documentata sulla gestione degli spazi pubblici e dei rapporti tra amministrazione e alcune realtà associative del territorio. Le accuse rivolteci di “strumentalizzazione” e “complottismo” sono il solito logoro paravento dietro cui questa maggioranza si nasconde ogni volta che qualcuno osa mettere in discussione l’equilibrio di potere che, da anni, governa San Giorgio su Legnano.

Prendiamo atto della difesa d’ufficio della Consulta delle Associazioni e delle dichiarazioni dell’assessore Comerio. È certamente positivo e condivisibile valorizzare il mondo del volontariato, ma è proprio per rispetto di chi si impegna con genuina dedizione che chiediamo maggiore attenzione e trasparenza. L’impegno di tanti non deve essere offuscato da situazioni ambigue o da legami poco chiari tra politica e associazionismo.

Il problema sollevato non riguarda le associazioni sane e attive che davvero operano per il bene della comunità: quelle meritano tutto il nostro sostegno. Il tema è un altro: la gestione opaca degli spazi e dei contributi pubblici, dove troppo spesso i criteri di assegnazione sembrano piegati a logiche di appartenenza politica e di vicinanza personale.

Modello consolidato da anni

Stiamo parlando di un modello nato con il “Cecchin 1”, consolidato con il “Cecchin 2” e oggi portato avanti senza vergogna sotto la regia silenziosa del sindaco Ruggeri, che si limita a recitare il ruolo di primo cittadino mentre le decisioni vengono prese altrove. Il suo unico interesse sembra difendere l’apparenza “civica” della sua lista, mentre nei fatti ratifica un sistema che non ha avuto il coraggio di smantellare, anzi: lo protegge e lo alimenta. Mentre prova a ritagliarsi piccoli spazi di consenso con gesti che fanno più rumore che sostanza: come i fondi a un’associazione presieduta dal marito dell’assessore Comerio, o la totale tolleranza verso una sedicente no-profit che svolge attività commerciale in piena regola, a discapito delle vere imprese del territorio.

Non si tratta di “cose fantasiose”, come qualcuno ha avuto l’ardire di dichiarare. Questi sono fatti concreti, documentabili, e rappresentano solo alcuni degli esempi che abbiamo intenzione di portare all’attenzione dei cittadini sangiorgesi nei prossimi mesi.

Il caso del Centro ricreativo

Il caso attuale è quello del “Centro Ricreativo” nella struttura pubblica in via Mella, diventata ormai una sorta di “zona franca” dove si violano apertamente i regolamenti comunali. Qui, sotto il cappello di un’associazione no-profit di comodo, si tengono eventi a pagamento, promozioni di prodotti privati, vere e proprie attività commerciali camuffate da iniziative sociali. Tutto ciò non è consentito, ma evidentemente fa comodo a qualcuno. Ma non finisce qui: all’interno della stessa struttura si somministrano caffè e bevande senza alcuna autorizzazione, senza rispetto delle normative fiscali né delle regole sanitarie HACCP. Una vera mancanza di rispetto verso chi, nel nostro paese, gestisce attività commerciali oneste e controllate, pagando tasse e sopportando burocrazia.

Tutto questo è pubblicamente visibile: basta guardare la pagina Facebook dell’associazione o i volantini esposti in loco. Nessuno può dire di non sapere. L’amministrazione sa benissimo cosa succede lì dentro. Ma tace. Perché? Forse perché l’associazione in questione è “amica”, “vicina”, utile? Forse perché garantisce qualche consenso da spendere sotto elezioni? Non è servizio pubblico, è privilegio per pochi.

Decisioni calate dall’alto anche sul Pgt

Questo sistema si è palesato in modo evidente anche con la recente redazione del nuovo Piano di governo del territorio (Pgt). Anche in quel caso, il metodo decisionale è stato calato dall’alto, con poca trasparenza, scarsa partecipazione e troppe scelte orientate a favorire interessi particolari più che il bene comune. È l’ennesima dimostrazione di come questa amministrazione sia più interessata a tutelare equilibri di potere consolidati che a costruire una visione condivisa per il futuro di San Giorgio.

Se questi sono i “contentini” con cui il sindaco Ruggeri crede di amministrare in modo equo, allora è chiaro che si limita a reggere le redini di un sistema che non ha costruito ma nemmeno prova a cambiare. Parlare di “fantasie complottiste” è offensivo verso l’intelligenza dei cittadini. Il vero problema non è la nostra denuncia, ma la loro paura che, finalmente, qualcuno stia mettendo in discussione equilibri di potere che credevano consolidati e intoccabili.

Queste denunce non sono frutto di rancore né di personalismi: sono un diritto, ma soprattutto un dovere di chi siede in consiglio comunale in rappresentanza dell’opposizione. Denunciare ciò che non funziona, controllare, proporre, dare voce ai cittadini: questa è l’essenza stessa della democrazia. E le nostre segnalazioni non nascono nel vuoto, ma arrivano proprio da quei cittadini sangiorgesi che ci scrivono, ci parlano, ci chiedono di intervenire. Per questo, rinnoviamo l’invito a chiunque abbia qualcosa da segnalare, proporre o denunciare, a contattarci: siamo qui, ascoltiamo e continueremo a portare la voce di tutti all’interno delle istituzioni.

Denunciare è un dovere

Va inoltre evidenziato che il nostro lavoro di opposizione è reso ancora più difficile da una grave mancanza di trasparenza da parte dell’amministrazione, che continua a non rendere accessibile in modo adeguato l’albo pretorio online. Questo ostacola fortemente la possibilità di consultare atti pubblici fondamentali come le delibere di giunta, rendendo opaco un processo che, per legge e per rispetto dei cittadini, dovrebbe essere totalmente trasparente. È inaccettabile che in un Comune moderno si debbano superare ostacoli tecnici o burocratici per accedere a documenti pubblici che dovrebbero essere a portata di clic.

San Giorgio ha bisogno di aria nuova, di coraggio e di verità. Basta con i favori, i cognomi ricorrenti, le nomine tra parenti e amici. Noi abbiamo intenzione di scoperchiare un sistema che a San Giorgio esiste da anni, per cui, se non fai parte del “circolino” giusto, vieni escluso, emarginato o sottomesso. Vogliamo rompere la logica del “o sei con noi o non esisti”, che inquina la vita pubblica sangiorgese.

Cogliamo anche l’occasione per fare le nostre scuse al nuovo presidente della Pro Loco, eletto la scorsa settimana, e rivolgergli un sincero augurio di buon lavoro. Confidiamo che possa restituire all’associazione il ruolo imparziale e inclusivo che merita, dopo che in passato è stato compromesso da ingerenze politiche sempre più evidenti. Noi, uniti, continueremo a fare opposizione con determinazione, forza e coraggio, a denunciare e a proporre. Perché San Giorgio merita verità, non verniciature civiche che coprono i soliti giochi di potere.

Samuele Trevisan e Adriano Solbiati

gruppo consigliare Uniti per San Giorgio

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