Scintille in Consiglio a Castellanza, no a mozione di sfiducia al sindaco

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CASTELLANZA – «Non siete trasparenti, ma affetti da delirio di onnipotenza da vittoria elettorale». «La trasparenza manca a voi delle opposizioni, a partire da questa mozione». Non se le sono mandate a dire nel Consiglio comunale convocato in seduta straordinaria giovedì 27 giugno a Castellanza. Maggioranza e opposizioni hanno duellato verbalmente a colpi di accuse e controaccuse, tirando fino a mezzanotte e mezza per votare dopo un’ora e mezza di dibattito infuocato la mozione di sfiducia al sindaco Mirella Cerini presentata dalle minoranze.

Lega: «Caro sindaco, meno cerimonie e più sostanza»

Lega, Sognare Insieme, Castellanza al Centro e i due consiglieri del gruppo misto rinfacciano a sindaco e giunta «pesanti inadempienze in materia di chiarezza e nei rapporti con le opposizioni». A tre anni dal suo insediamento, il consigliere del Carroccio Angelo Soragni ha accusato la maggioranza di aver lasciato molti progetti nel cassetto e di «tirare a campare»; fra le questioni irrisolte dall’amministrazione, Soragni ha citato la casa di riposo, l’ex polo chimico, il sedime ferroviario e la vecchia stazione, l’asilo nido, il piccolo commercio. E poi c’è il caso della società partecipata Castellanza Servizi & Patrimonio, nel mirino della guardia di finanza e senza più presidente, visto che Carlo Veronelli si è dimesso: vicenda su cui il consigliere Michele Palazzo accusa il sindaco di «mancato controllo». Per l’altra consigliera leghista Marinella Colombo il Comune è venuto meno al dovere di informare sui fatti, mentre Paolo Colombo (Castellanza al Centro) ha parlato di «chiusura a riccio» della giunta su ogni tema.

Cerini ribatte: «Nulla da rimproverarmi»

Altrettanto dura la replica del sindaco, che ha bollato la mozione come «poco costruttiva, falsa, tendenziosa, fuorviante e denigratoria, frutto di astio a seguito di frustrazione per la sconfitta elettorale nel 2016». Quanto alle dimissioni di Veronelli, per Mirella Cerini «nessuna informativa era dovuta per legge, anzi le indagini in corso impongono obblighi di silenzio e discrezione cui mi sono attenuta e sempre mi atterrò». Una replica che, a detta delle opposizioni, ha gettato ulteriore benzina sul fuoco. «Basta accusarci di vittimismo – ha commentato Palazzo – al sindaco serve un minimo di umiltà». Così, fra questioni procedurali non previste dal regolamento consiliare e un battibecco tra la Colombo e il consigliere di Partecipiamo Mario Pariani per una registrazione “galeotta” in Aula, si è giunti al voto: 9 contrari alla mozione contro 6 favorevoli. Assente per maternità la presidente dell’assemblea, Lisa Letruria, il sindaco si è astenuta.

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