Sicurezza, De Corato a Rescaldina: «Soldati in stazione e sui treni»

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RESCALDINA – Affollato presidio nel tardo pomeriggio di giovedì 29 agosto alla stazione ferroviaria di Rescaldina. Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale hanno manifestato per reclamare maggiore sicurezza dopo l’aggressione verbale a una ragazza e la rissa con accoltellamento (forse accidentale) tra due uomini avvenute nei giorni scorsi. Tra la stazione di Trenord e i “boschi della droga” nella zona del Rugareto si registra inoltre un continuo via vai di tossicodipendenti e spacciatori. Presenti al presidio, oltre a una quarantina di manifestanti e cittadini, il sindaco Gilles Ielo e l’assessore alla Polizia locale, Gianluca Crugnola, in giunta dopo le elezioni di maggio vinte dal centrosinistra.

L’assessore regionale: «Agenti a cavallo nelle cascine dei parchi»

«Attendo il via libera da TreNord – ha annunciato l’assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato – alla soluzione da noi proposta per mettere in sicurezza le stazioni e soprattutto i treni. In Lombardia ci sono più di 300 stazioni e 2.500 km di rete ferroviaria per 600 agenti della Polfer. Salvini ne ha assunti una settantina, ma non bastano. Per questo vogliamo militari sui treni come deterrente: l’esperienza di Strade Sicure ha dimostrato che la loro presenza riduce i reati del 40%. Per Rescaldina chiediamo anche di utilizzare la vecchia biglietteria, per creare un po’ di movimento almeno fino alle 23.00». De Corato ha poi insistito sulla proposta di impiegare poliziotti o carabinieri a cavallo nelle «38 aree boschive degradate e con spacciatori della Lombardia», a cominciare dal Parco delle Groane, usando come base d’appoggio le cascine.

Fidanza (FdI): «Sicurezza impegno prioritario, basta zone franche»

«Siamo qui – ha aggiunto Carlo Fidanza, capodelegazione di FdI al Parlamento europeo – per ribadire come la sicurezza sia per poi un impegno prioritario a tutti i livelli, comunale, regionale e nazionale. La sicurezza è precondizione di libertà. Tutte le “zone franche” del nostro territorio devono essere bonificate. Non si possono fare sconti, bisogna che tutti i partiti la mettano in testa ai loro programmi». De Corato però non si è mostrato ottimista: «Già il ministro della Difesa Elisabetta Trenta – si è lasciato sfuggire – non c’ha mai sentito sulle nostre proposte, quello di prima (Roberta Pinotti, nda) non ne parliamo. Certo che se arriverà un governo di centrosinistra, quei pochi soldati che ci sono ancora in giro li toglierà».

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