SOMMA LOMBARDO – Ieri, 4 maggio, è arrivata la provocazione: «Somma Lombardo è una città morta», ha detto il candidato sindaco del centrodestra Silvio Pezzotta. Ma il primo cittadino attuale Stefano Bellaria non ci sta. E a stretto giro arriva la replica: «Una cosa, in questi anni di esperienza d’amministratore, l’ho imparata: quando si alzano eccessivamente i toni è perché mancano i contenuti». E in città si alza lo scontro, in vista delle Amministrative del 24 e 24 maggio.
Bellaria non ci sta
Secondo Bellaria, «un candidato sindaco dovrebbe conoscere innanzitutto i dati». Dice: «Se li analizzasse scoprirebbe che a Somma c’è un saldo positivo, di nascita, di imprese di vario genere. E naturalmente parliamo di attività anche commerciali. Basta vedere i dati del Suap». Poi, negli ultimi anni, «avrebbe notato che sono abbondantemente aumentati gli eventi di carattere culturale, sociale, civico, sportivo. In un numero triplo rispetto a quanto realizzato dall’amministrazione precedente». E ciò è dovuto a «un impegno dell’amministrazione comunale ma anche a un grande lavoro delle molte associazioni presenti nella nostra città». Insomma, affonda il primo cittadino, «quando Pezzotta dice che Somma è una città morta, non si manca di rispetto al sindaco Bellaria – che ovviamente non crede a queste affermazioni – ma ai molti volontari delle decine di associazioni che si danno da fare per rendere viva e bella la nostra comunità».
La frecciata sulle frazioni
Poi Bellaria si concentra sulle frazioni e sui quartieri, fra i temi affrontati dalla coalizione di Pezzotta all’ultima presentazione. «Ho letto di una riscoperta dopo anni di oblio da parte del centrodestra». Infatti «mi domando dove fossero molti loro esponenti nelle 150 assemblee che abbiamo fatto in questi anni». Quindi, l’affondo: «Mi è parso oltretutto di intendere che nello stemma di una delle liste civiche che sostengono il candidato Pezzotta siano indicati i quartieri, ma ne hanno dimenticato uno: conoscono talmente bene la nostra città che si sono scordati del Lazzaretto». Conclude: «Lavoriamo sulle proposte serie, confrontiamoci sulle idee e lasciamo perdere le boutade. Perché così non si fa proprio il bene di nessuno».
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