Il patriota Gabrio Casati rivive al Castello di Somma. Premiati i migliori studenti

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SOMMA LOMBARDO – Quando le radici del territorio diventano una rampa di lancio verso il futuro. La storia che abbraccia la cultura. La tradizione che aiuta la formazione. Il Castello di Somma Lombardo ha ospitato – questa mattina, 28 settembre – un convegno dedicato alla complessa e imponente figura di Gabrio Casati, antenato della famiglia Visconti. Il lungo percorso politico e sociale del “patriota moderato” è diventata l’occasione per riscoprire il passato che lega la Città dei Tre Leoni ai grandi eventi che hanno rivoluzionato la storia del Paese. Soprattutto, ma non solo, dal punto di vista dell’istruzione. Per questo motivo la Fondazione Visconti di San Vito ha consegnato le annuali borse di studio agli studenti universitari meritevoli. I premiati sono: Andrea Facciolati, Carola Longhi e Sofia Mancini.

Casati e la storia dell’istruzione

Gabrio Casati è stato uno dei primi ministri dell’Istruzione dell’Italia post-unitaria, più precisamente del regno sardo. Come ha raccontato Francesco Bozzi, assegnista di ricerca e professore a contratto del dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano, «è stato il promulgatore della prima legge sull’istruzione obbligatoria, evento nodale nella storia del Paese». Con lui, erano presenti Matteo Enrico Casati, dottore di ricerca in Studi Storici e docente nella scuola secondaria di primo grado Gabrio Casati. Patrizio e Patriota, e Alessandro Tripepi, dottore di ricerca in Studi Storici e assegnista di ricerca al dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano.

Casati è stato un politico, podestà di Milano durante le Cinque Giornate. Forte il legame con la famiglia Visconti, visto che sua nipote Anna è stata la nonna di Gabrio Visconti, ultimo marchese di San Vito. Di fatto, ha poi aggiunto Bozzi, «un ulteriore mattone importante e prestigioso che valorizza la storia locale e la mette in una prospettiva più ampia sul territorio nazionale».

Non ha voluto mancare all’appuntamento nemmeno il prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello. «Sono le nostre radici», ha detto. «Gabrio Casati è per noi una fonte di sapere e di insegnamento». Lunedì è inoltre atteso in prefettura il ministro dell’istruzione, Giuseppe Valditara, che «illustrerà le sue nuove linee guida sull’educazione civica».

Il messaggio agli studenti

Non solo il passato. Centrali sono state le figure degli studenti, presenti in sala per rappresentare il mondo di domani. A loro ha rivolto il suo messaggio Massimo Palazzi, presidente del museo degli Studi Patri di Gallarate. Una riflessione introduttiva, basati sui «concetti d’impegno e d’istruzione», ha detto. «Che si trasformano in formazione: i ragazzi non usciranno da questo incontro con tutte le nozioni su una figura complessa come quella di Gabrio Casati, ma possono vivere il contesto così suggestivo del Castello. Fare in modo che provochi un’emozione, che resta nel cuore e nella coscienza. Se riescono a cogliere pensieri e spunti, allora l’obiettivo sarà raggiunto». A introdurre è stato il presidente della Fondazione, Gaetano Galeone, con il supporto del suo coadiutore Maurizio Maria Rossi.

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