SOMMA LOMBARDO – Fra le priorità non c’è solo la scuola d’infanzia di Maddalena, che ancora tiene acceso il dibattito. Ma anche il futuro delle Macchi e quello dell’asilo Galli. Le frecciate politiche degli ultimi giorni sono state accantonate per un momento. E ieri, 16 giugno, il consiglio comunale di Somma Lombardo ha provato a trovare una quadra. Emendamento dopo emendamento, l’ordine del giorno presentato dalle minoranze – Forza Italia, SommaSì, Noi per Somma – contro il rischio che alcune classi vengano chiuse per il prossimo anno, alla fine ha messo tutti d’accordo. Ma mentre l’amministrazione comunale tiene alta l’attenzione su una questione così «delicata» e prova a dare rassicurazioni, c’è chi continua ad avere qualche dubbio. Come Gerardo Locurcio (Forza Italia): «A Maddalena non è finita».
Il risultato finale
Da giorni a Somma si discute sui tagli paventati di alcune classi in città. Non solo il caso di Maddalena, il «pericolo scampato» – come ha detto il sindaco Stefano Bellaria – di vedere chiusa l’unica classe della frazione. Ma anche l’asilo Galli e la scuola Macchi, dove è già montata la protesta con tanto di striscioni appesi sui cancelli.
Tema che è stato portato in aula, presentato da una parte delle opposizioni sulla scia della «preoccupazione e incertezza per il futuro dei propri figli» manifestata da alcuni genitori. Il risultato finale – dopo le modifiche per aggiornare il documento in base agli ultimi sviluppi – vede l’impegno del Comune affinché, appunto, «venga scongiurata la chiusura di una sezione al Galli e una alle Macchi». Oltre a garantire il mantenimento dell’asilo di Maddalena «anche per l’anno scolastico 2026-2027». Fino alla promessa di «informare il consiglio comunale sulle decisioni e sugli sviluppi» e a «condividere con la dirigenza scolastica le valutazioni in merito all’organizzazione dei servizi scolastici e alle esigenze dell’utenza».
Dubbi, garanzie, plausi…
Ma il percorso per arrivare a un documento unico e condiviso è passato (anche) dai dubbi di alcuni consiglieri di minoranza. È il caso del forzista Locurcio: «Ci deve essere una sinergia continua con il dirigente scolastico e con il provveditore», la premessa. Poi l’affondo sulla questione di Maddalena: «Con 15 bambini iscritti, non credo si riuscirà a garantire l’apertura. Il numero minimo è 18. Quindi, si saprà qualcosa definitivamente a luglio, con l’organico di fatto». Oltre a manifestare il timore che «sia una soluzione solo per ora», facendo leva sull’ipotesi che il problema possa ripresentarsi nei prossimi anni.
Immediata la replica del primo cittadino. Che ha precisato – «e voglio essere chiaro» – che «noi siamo stati e restiamo fermamente contrari alla chiusura». Assicurando che si può tirare un sospiro di sollievo. E anche di più: «Finché ci sarà l’amministrazione Bellaria, la scuola di Maddalena resterà aperta». Poi, il problema del taglio delle classi, in generale, esiste. Ma l’impegno è che «faremo tutto ciò che, sul fronte del diritto allo studio, possiamo fare».
Fratelli d’Italia, per voce della capogruppo Manuela Scidurlo, ha invece precisato che «quando ci occupiamo di scuola non stiamo solo facendo politica, ma facciamo una buona politica». Questo nell’ottica di lavorare a favore del futuro dei bimbi e dei ragazzi.
…e critiche
Più energico, invece, l’intervento di Alberto Nervo (SommaSì). Facendo riferimento al recente botta e risposta che c’è stato tra il sindaco e la Lega sul caso Maddalena. L’intervento a gamba tesa del Carroccio lo ha definito, senza giri di parole, «una c****ta». Mentre ha criticato il sindaco per aver affrontato il tema «come scontro politico tra maggioranza e minoranza: si parla di bambini e dobbiamo fare in modo che stia in piedi con tutte le forze».
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