«Hanno sparato al benzinaio per 1300 euro». I due arrestati accusati anche di tentato omicidio

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BUSTO ARSIZIO – Si erano conosciuti in carcere Maurizio Fattobene e Antonio Vita, accusati dalla procura di Busto Arsizio di essere gli autori dell’agguato al benzinaio Marco Lepri, avvenuto lo scorso 20 luglio a Beata Giuliana. Il primo, reo confesso, era stato arrestato sabato, a nemmeno dodici ore di distanza dalla rapina. Il secondo, invece, i poliziotti lo hanno fermato questa mattina, 24 luglio, a Venezia, dove era fuggito prima di nascondere il motorino (quello usato per scappare dopo la sparatoria) in un garage della provincia di Varese.

Il complice in carcere

Antonio Vita, classe 1970, è nato in Germania ma risulta residente a Tradate. Si tratta di un pregiudicato, finito dietro alle sbarre per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga. Così come ha spiegato il sostituto procuratore Nadia Calcaterra questa mattina in conferenza stampa, le indagini sono partite dalla informazioni rese da un testimone che ha fornito il numero di targa del ciclomotore. L’analisi dei varchi elettronici, l’aggancio alle celle telefoniche dei dispositivi mobili dei due sospettati e l’incessante attività investigativa svolta senza sosta sin dai primissimi istanti, ha permesso alla squadra mobile di Varese e agli uomini del commissariato di Busto e Gallarate di arrivare prima a Fattobene e poi a Vita. Stando a quanto ricostruito finora, i due avrebbero trascorso la notte dopo la rapina insieme a casa del primo, dopodiché Vita è fuggito in Veneto. Precisamente, ha spiegato Calcaterra, è stato trovato nel Comune di Campagna Lupia. Era già stato localizzato domenica, ma si è deciso di entrare in azione soltanto quando il quadro probatorio era ormai delineato.

Un tentato omicidio per 1300 euro

«Un episodio che ha suscitato un notevole allarme ha avuto la risposta che meritava», ha commentato il questore Giovanni Pepè, soddisfatto del lavoro svolto dal suo vice Fabio Mondora e da tutti i poliziotti (molti di loro rientrati dalle ferie in anticipo) che hanno contribuito al successo dell’operazione in tempi così rapidi. «Senza nemmeno una sbavatura siamo risaliti in poche ore a due pericolosissimi soggetti che non hanno esitato a sparare per 1300 euro». A differenza di quanto emerso inizialmente, infatti, il bottino rubato dal marsupio del benzinaio non era di 5mila euro, ma decisamente inferiore.  «Lepri in tasca aveva altri 1700 euro, ma non sono stati asportati», ha reso noto il pm. Il procuratore aggiunto Giuseppe D’Amico ha sottolineato l’abnegazione di Calcaterra e di tutto coloro che hanno preso parte alle indagini. Intanto le condizioni di Lepri, colpito da quattro colpi di pistola, vanno lentamente migliorando, tanto che i medici potrebbero sciogliere la prognosi entro la fine di questa settimana. Per i due malviventi si profila la doppia accusa di rapina a mano armato e di tentato omicidio.

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