Stati generali, il ministro parla alla “sua” Lega. «Ma non esiste la Lega di Giorgetti»

Varese stati generali Giorgetti Fontana

VARESE – E’ la Lega dei sindaci e degli amministratori locali. E le Ville Ponti sono ben distanti dal pratone di Pontida. Niente bandiere, niente vessilli padani. Ma è qui, nell’elegante sala convegni della Villa Napoleonica, che si respira la vera Lega. «Quella fatta da uomini e donne che amano i propri territori»; quella dei sindaci che «realizzano le opere necessarie per le proprie comunità»; quella che si difende dagli attacchi subiti durante la pandemia: «perché la Lombardia è stata travolta dal virus. E’ qui che c’è stata la guerra. E la Regione, con Attilio Fontana, ha fatto tutto quello che bisognava fare. Lo Stato è arrivato dopo. Non lo diciamo noi, ma la storia». Frasi che, seppur con sfumature diverse, hanno caratterizzato molti interventi.

Il parterre

Oltre a sindaci, erano presenti il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, il vice ministro per le Infrastrutture Alessandro Morelli, il vice ministro alle Politiche agricole Gianmarco Centinaio, il sottosegretario al ministero dell’Interno Nicola Molteni, il presidente della Lombardia Attilio Fontana, il candidato sindaco di Varese Matteo Bianchi, il segretario nazionale Fabrizio Cecchetti, il coordinatore nazionale dei sindaci e degli enti locali Stefano Locatelli. In sala anche i parlamentari Dario Galli e Stefano Candiani, i consiglieri regionali Emanuele Monti e Francesca Brianza.

Sindaci in trincea, aumentare il trattamento economico

Matteo Salvini, seppur in collegamento da remoto, ha voluto portare il suo saluto agli amministratori leghisti riuniti alle Villa Ponti e sottolineato l’importanza dei sindaci, che sono in trincea, promettendo anche l’impegno per aumentare il trattamento economico dei primi cittadini, oltre che la tutela legale e giuridica.

«Io penso che vale di più un sindaco di un senatore o di un deputato. E in questo periodo storico di Covid e con l’arrivo dei fondi europei sarà importante avere sindaci con le idee chiare. E Matteo Bianchi è un esempio per la Lega, perché ha messo in discussione il suo posto in parlamento per tornare a dedicarsi alla sua comunità. E noi della Lega ci batteremo per aumentare il trattamento economico dei sindaci, ma anche la tutela legale e giuridica».

La Lega non è un partito come gli altri

Giancarlo Giorgetti parte dalla fredda definizione di Lega per scaldare i sindaci e gli amministratori del Carroccio in sala: «Associazione per lo più a carattere politico costituita sotto il segno dell’intima collaborazione e dell’urgenza di un’azione comune. Questa definizione di “lega” è centrata. Intima collaborazione e urgenza di un’azione comune. E’ questo il senso per cui noi siamo qui, perchè la Lega è questa cosa qua». E mette in subito in chiaro: «La Lega non è un partito politico come gli altri. Se qualcuno, anche di quelli che adesso arrivano, entrano in Lega e pensano che siamo come gli altri, hanno sbagliato a capire. La Lega è molto forte».

Giancarlo Giorgetti parla della “sua” Lega, alla “sua” Lega. Quella degli amministratori locali, la Lega che più ama, il Carroccio che trova le proprie energie nel territorio e nell’appartenenza. La Lega dei «sindaci, che come ho detto in una campagna elettorale di un comune di qualche giorno fa, realizzano le fognature, opere per le città e i loro cittadini».

Non esiste la Lega di Giorgetti

Un intervento che sembra un ritorno alle origini del partito, ma anche l’indicazione del percorso futuro. E qui aleggia di nuovo l’ipotesi delle due Leghe. Smentita per l’ennesima volta da Giorgetti nella conferenza al termine degli Stati generali.  «Non esiste la Lega di Giorgetti. Esiste la Lega fatta di persone che amano la propria terra. E siamo un movimento politico vero».

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