STRESA – Si è chiusa nel primo pomeriggio di oggi, 22 novembe, all’Hotel Regina Palace di Stresa l’edizione 2025 del Forum di Fondazione Iniziativa Europa. Due giorni di politica raccontata e discussa da numerosi protagonisti – membri del governo, parlamentari italiani ed europei – accompagnati da un nugolo di giornalisti della carta stampata e della televisione. Tutti radunati in riva al lago Maggiore, nel clima un po’ malinconico di Stresa tra autunno e inverno, quando il grande turismo va in letargo e gli alberghi spengono le luci e chiudono le finestre.
Una passerella perfino un po’ bulimica, e anche un po’ confusa con un programma “fluido” ed in continua trasformazione. Un maxi talk show in presa diretta. Una kermesse invariabilmente uguale a se stessa, con il suo mood un po’ salotto sabaudo altoborghese un po’ celebrazione da prima Repubblica e dintorni.
La pace-non pace di Trump
Come sempre accade in occasioni come queste, è stata l’attualità a dettare il copione del Forum. Attualità in primo luogo internazionale, con in primo piano il cosiddetto “piano di pace” in 28 punti dettato dal presidente degli Stati Uniti. Un piano che anche a Stresa non è sembrato suscitare particolari entusiasmi.
Se il capodelegazione di Fratelli d’Italia al parlamento europeo Carlo Fidanza lo ha definito “un primo passo su cui poi innestare una vera e propria trattativa”, dal versante del centrosinistra sono arrivati giudizi taglienti.
Paolo Gentiloni, ex premier ed ex commissario europeo ne ha parlato come di “una cosa incredibile, è scritto in inglese, tra l’altro zoppicante, ma sembra fatto dai russi”. Ancora più dura Pina Picierno, vicepresidente del parlamento europeo, per la quale il piano di Trump “non ha nulla a che vedere con la pace, e serve in realtà a preparare la prossima fase del conflitto, che sarà l’aggressione all’Europa”.
Dal canto suo il ministro della Difesa Guido Crosetto ha richiamato l’attenzione sulla necessità di mantenere ferma la posizione occidentale a sostegno dell’Ucraina, ricordando che ogni ipotesi di compromesso «deve partire dalla volontà della nazione aggredita». Ha ribadito che il sostegno a Kiev è «una decisione politica, non economica», e che proprio questo supporto rappresenta «la condizione per una pace duratura», sottolineando al tempo stesso l’assenza della Russia come principale ostacolo a qualsiasi processo di tregua.
La legge di bilancio tra luci e ombre
Tra i temi di attualità politica, ovviamente, la finanziaria che sta completando il percorso tra esecutivo e parlamento. Un percorso arduo come ha raccontato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo che ha spiegato come il nuovo vertice tra i leader di maggioranza sulla manovra si terrà “la prossima settimana, credo verso la metà o la fine: abbiamo fatto il punto sull’esame degli emendamenti – ha aggiunto – è fatta una selezione, ci siamo concentrati su 400 testi”.
Un giudizio molto negativo, invece dalla capogruppo di Italia Viva a Montecitorio, Maria Elena Boschi: “Una manovra inutile se non addirittura dannosa, soprattutto perché ancora una volta aumenta la pressione fiscale. E cosa fa Meloni? Anziché affrontare i problemi delle famiglie, evoca complotti”.
Caso Garofani: “chiuso l’incidente”
E a proposito di complotti, sul palcoscenico di Stresa è rimbalzato anche il cosiddetto ‘caso Garofani’. Ne ha parlato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, sottolineando come il caso “è chiuso e si è chiuso velocemente ed è un bene. Non abbiamo mai avuto il sospetto di un complotto contro il governo e Meloni”.
Libertà e sicurezza nelle parole di Piantedosi
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto in videocollegamento, ha offerto una riflessione sulla necessità di mantenere un equilibrio tra libertà e sicurezza, sottolineando che le due dimensioni «non sono concetti opposti» ma elementi complementari dell’identità occidentale. Ha richiamato il valore della sovranità intesa come responsabilità, non come chiusura, e ha ribadito l’importanza del dialogo transatlantico per garantire stabilità in un contesto internazionale frammentato.
Il ministro Nordio protagonista su più fronti
Protagonista assoluto della seconda giornata, è stato il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Anzitutto per la polemica di giornata suscitata dalle sue dichiarazioni sulla violenza contro le donne. “Ho detto – ha spiegato ai cronisti – quello che pensano tutti e quello che dico da sempre, cioè che la violenza maschile nei confronti della donna va affrontata essenzialmente in termini culturali”. “Naturalmente – ha aggiunto – sono necessarie le leggi, con la repressione con il ‘Codice rosso’, ma quello che conta sono essenzialmente i codici culturali. Perché l’uomo da millenni è abituato a dominare”.
Nel suo intervento in plenaria il ministro ha parlato invece in modo particolare dei temi legati alla riforma della giustizia. Nordio ha richiamato l’attenzione sul tema della responsabilità dei magistrati, chiarendo che “la responsabilità civile non è prevista oggi e presumo neanche nel futuro”. Quanto al prossimo referendum sulla separazione delle carriere, il ministro si è augurato che non sia “pro o contro il governo perché sarebbe assolutamente improprio”.
I “grandi vecchi” e il cardinale
Nel gran fiume di parole della due giorni stresiana, non si può non sottolineare la sempre brillante performance di due “grandi vecchi” habituee del Forum: Pier Ferdinando Casini e Fausto Bertinotti. Lucidi e sempre interessanti nel ragionamento, hanno toccato più temi sempre con grande efficacia. Casini, attualmente senatore del Pd, tra l’altro ha annunciato l’intenzione di presentare un emendamento “perché ci siano le preferenze elettorali o se non ci sono le preferenze che ci siano dei collegi uninominali piccolissimi”.
E tutt’altro che poco appariscente l’intervento il cardinale Gherard Muller, considerato un esponente dell’ala più conservatrice del Collegio Cardinalizio. “Trump? Chiaramente – ha detto – non è un santo, ma non è neppure un diavolo. Il suo governo sottolinea la libertà religiosa e assume una posizione pro vita, sostenendo la dignità di tutti gli uomini dal concepimento fino alla morte al naturale. Questi sono valori fondamentali che sono importanti per tutto il mondo e non solo per l’America”. “Possiamo criticare gli Usa – ha aggiunto – ma oggi l’America è l’unica superpotenza che difende la democrazia, la libertà e questi valori che vengono dalla cristianità. Per tutte le altre superpotenze l’uomo è solo strumento per il potere, mentre per la nostra cultura cristiana nessuna persona può essere strumentalizzata per altre altri scopi e interessi”.
Da Stresa è tutto, appuntamento al 2026…








