BUSTO ARSIZIO – Svincolo A8/336 di Busto, i lavori ora procedono. A rallentarli è stata la scoperta di uno sversamento di idrocarburi risalente a più di tre anni fa, per il quale è risultata necessaria un’operazione di bonifica inizialmente non prevista. Ma è già stato delineato il tracciato del nuovo svincolo di uscita dalla zona della dogana e dello scalo merci Hupac verso Sant’Anna, alternativo all’attuale complanare che farà posto all’accesso esclusivo per i mezzi pesanti in superstrada. Una modifica indispensabile per poter poi “sbloccare” l’accesso diretto dalla 336 alla A8, oggi impedito dalla barriera di new jersey.
Lavori in corso
Un’opera attesissima. Quando l’allora assessore all’urbanistica Giorgio Mariani aveva annunciato l’esito positivo del pressing su Anas per anticipare il cantiere degli “svincoli di Sant’Anna” rispetto a quello della nuova “bretella di Gallarate” che collegherà la 336 allo svincolo della Pedemontana sulla A8, i primi a cantare vittoria erano stati gli Industriali, per voce del loro presidente (bustocco) Roberto Grassi. Poi però nei mesi di agosto e di settembre i lavori sono andati piuttosto a rilento, e anche adesso, almeno apparentemente, non sono ancora entrati nella fase decisiva. Anche se venendo dalla zona della dogana il tracciato della nuova rampa è già ben visibile: permetterà di uscire dalla superstrada verso Sant’Anna passando dalla rotonda della dogana invece che direttamente dalla complanare della 336.
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La bonifica
Ma il motivo dei rallentamenti al cantiere è un altro. La scoperta, da parte dell’impresa appaltatrice per conto di Anas, dei resti di un importante “sversamento accidentale di idrocarburi” risalente addirittura al mese di marzo del 2021. Si era ribaltato un camion lungo la superstrada e aveva perduto dei liquidi, una parte del cui effetto era stato ai tempi notato dall’allora responsabile cittadino dei Verdi Andrea Barcucci, all’interno di grandi sacchi “parcheggiati” in via Dogana in attesa di “caratterizzazione”. Ora quell’episodio, riemerso dal dimenticatoio durante gli scavi per il nuovo svincolo, è costato il rallentamento del cantiere. Si è infatti dovuto procedere alla stesura di un “progetto di bonifica” dell’area interessata, a carico della compagnia di trasporti il cui camion aveva provocato la contaminazione di idrocarburi sul terreno. Approvato e autorizzato il progetto, una volta realizzata la bonifica si potrà procedere con il completamento dei lavori.
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