Tagle, il cardinale da 600 mila followers venuto dall’altra “fine del mondo”

di Fabrizio Iseni*

«Io Papa? Ma questa è una barzelletta», aveva detto alla vigilia del conclave che portò all’elezione di Papa Bergoglio nel 2013. Ma oggi, quella domanda non strappa alcun sorriso, poiché è diventata un’autorevole ipotesi.

Quelle parole furono pronunciate da cardinal Tagle, che dal 2011 per volontà di Benedetto XVI è arcivescovo di Manila e ora anche tra i favoriti alla successione di Francesco.

Formazione gesuita, come Josè Maria Bergoglio. Vicino alla così detta “scuola di Bologna”, che gli ha dato l’imprinting progressista e gli è valsa la fiducia di Papa Francesco. Luis Antonio Gokim Tagle, è stato “battezzato” il Cardinale bambino perché divenne sacerdote a 24 anni dopo essere entrato in seminario giovanissimo. Nel 1997 fu il più giovane membro della Commissione teologica Internazionale e quando Ratzinger, all’epoca, lo presentò a Giovanni Paolo II, il Papa Polacco, ironicamente, gli chiese se avesse già fatto la prima comunione. Inoltre, nel 2013 fu il cardinale più giovane nel conclave da cui uscì Papa Francesco.

Tagle ha 67 anni e il passo giusto per salire al soglio pontificio. Il primo punto a favore è la vicinanza e la grande fiducia che Bergoglio aveva in lui. Proviamo a capire il perché.

I tempi della Chiesa non coincidono mai con la durata di un papato. Non possiamo però trascurare che quanto costruito da Papa Francesco, con ogni probabilità, potrebbe tracciare la strada per il suo successore. E non possiamo nemmeno fingere di non vedere che il mondo attuale deve confrontarsi con la Cina e l’Estremo Oriente. Anche la Chiesa e la comunità cristiana e cattolica. Quindi, non un papa cinese, ma un papa filippino, con una mamma, devota cattolica, cinese. Un nuovo papa che arriva da una nuova “fine del mondo”: il Sud Est asiatico. Tagle appunto.

Ma non solo per questo. Di lui colpiscono il sorriso aperto, la simpatia e l’empatia. Del suo percorso sacerdotale, da umile parroco a influente cardinale, si conoscono le prese di posizione a favore degli ultimi, la più famosa quella del 2008, l’invettiva contro “il dio profitto”. Baluardo nella difesa della vita e della fede: no all’aborto, no alla contraccezione, no all’ateismo «pratico». Progressista sul rapporto tra la Chiesa e i divorziati, i risposati e le persone Lgbt, «perché – ha sempre sostenuto – nessuna anima può essere abbandonata». Pur non avendo nascosto critiche sulla comunione per le coppie che convivono e anche sui temi legati all’omosessualità.

Infine, è il porporato da 600 mila followers. Non servono certo i like per diventare Papa, ma la sua capacità di trasmettere valori di fede e idee cristiane anche attraverso i social fanno di Tagle un ministro di Dio moderno. Anzi contemporaneo.

*editore di Malpensa24

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