Tomasella resta in carcere. Niente domiciliari per l’ex candidato sindaco

tribunale di varese

VARESE – Resta in carcere Francesco Tomasella, ex candidato sindaco di Varese e convinto oppositore delle restrizioni Covid in tempo di lockdown. Il collegio del tribunale di Varese presieduto da Cesare Tacconi ha rigettato la richiesta di attenuazione della misura di custodia cautelare.

Rigettati i domiciliari

Tomasella, che è a processo per violenza sessuale e stalking, aveva chiesto tramite l’avvocato difensore Ester Cantina di essere messo agli arresti domiciliari. L’istanza era stata depositata al termine dell’udienza dello scorso 4 marzo quando, dopo il lungo e dettagliato esame della vittima, Tomasella aveva rilasciato spontanee dichiarazioni negando la violenza sessuale, assicurando di non aver mai voluto fare del male alla vittima e di non volerla in alcun modo contattare se messo ai domiciliari, e dichiarando di non aver nessun rancore tanto da voler denunciare in caso di assoluzione e di essere pronto a pagare per degli eventuali sbagli.

Alcuni famigliari dell’imputato residenti nel Lazio si erano dichiarati pronti ad ospitarlo e a provvedere a lui. L’avvocato Cantina aveva sottolineato come la distanza tra Lazio e Varese rappresentava una garanzia per la vittima, tesi sulla quale ha obiettato l’avvocato di parte civile Chiara Di Giovanni. Il collegio alla fine ha sciolto la riserva decidendo per il no ai domiciliari. Così come già fatto in precedenza dal Riesame. 

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