MILANO – E’ accaduto ancora, ed è la terza volta a Milano. Alle 6 e un quarto di questa mattina, 9 marzo, la carrozza centrale di un tram della linea 15 è uscita dai binari a Rozzano, nei pressi del centro commerciale Fiordaliso. Il convoglio, diretto verso il capolinea di via Guido Rossa, aveva appena ripreso la marcia dopo una fermata e procedeva a velocità ridotta. L’incidente non ha causato feriti tra i passeggeri. Atm ha interrotto la circolazione nel tratto interessato, istituendo un servizio di autobus sostitutivi tra Rozzano e piazzale Abbiategrasso per consentire la rimozione della vettura e le verifiche tecniche sulla sede tranviaria.
Sabato sera, un tram della linea 12 è deragliato tra via Galvani e via Filzi, a ridosso della Stazione Centrale, mentre rientrava fuori servizio verso il deposito. Anche in quel caso non si sono registrati feriti, i rilievi tecnici di Atm hanno attribuito lo svio alla presenza di un bullone incastrato tra le rotaie, che avrebbe provocato il salto del carrello anteriore durante una curva.
Le indagini sulla tragedia di via Vittorio Veneto
Resta invece prioritario il lavoro degli inquirenti sull‘incidente del 27 febbraio in viale Veneto, dove un tram della linea 9 è deragliato schiantandosi contro un edificio all’angolo con via Lazzaretto. Il bilancio è stato di due morti e circa cinquanta feriti. La Procura di Milano, come era prevedibile, procede per omicidio colposo e lesioni colpose. Le indagini si stanno concentrando su tre direttrici principali. La prima riguarda lo stato di salute del conducente, un tranviere con 34 anni di servizio, il quale ha riferito di aver avvertito un malore improvviso poco prima dell’impatto. Sotto esame è il funzionamento del dispositivo di sicurezza “uomo morto”, che avrebbe dovuto arrestare automaticamente il mezzo in caso di inattività o perdita di conoscenza dell’autista.
I periti stanno analizzando la scatola nera del convoglio, un modello Tramlink di ultima generazione, per determinare l’esatta velocità al momento della curva e verificare perché lo scambio, orientato verso la svolta, sia stato impegnato a una velocità tale da causare il ribaltamento. Infine, sono in corso accertamenti sui filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e sugli smartphone in uso, per escludere eventuali distrazioni o anomalie nel segnalamento luminoso precedente al deragliamento.
