Varese, badante a processo: «Mi ha adottato per non farmi andare via»

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VARESE – «Gli ho detto: adesso basta, trovo un altro lavoro e vado via. Lui mi ha detto non preoccuparti ti sistemo io. E mi ha adottata». Questa la spiegazione fornita oggi, venerdì 15 gennaio, davanti al giudice del Tribunale di Varese Rossana Basile, Claudia C., badante tradatese, a processo per circonvenzione di incapace, sequestro di persona e maltrattamenti.

Bollette e ristorante: 41mila euro

I fatti risalgono al 2016. Quando la donna inizia a lavorare per Damiano Ferioli, ex sindaco di Gornate Olona, che necessitava di assistenza dopo un ricovero in ospedale a causa di patologie importanti. In quell’occasione gli viene anche diagnosticato un deficit cognitivo e il fatto è rilevante in seno al processo in corso. Nei mesi le banche hanno iniziato a registrare, e poi a segnalare ai famigliari, delle anomalie. «Ferioli, prima che lei iniziasse a lavorare per lui, andava in banca al massimo una volta al mese prelevando circa mille euro – ha detto l’avvocato Tiberio Massironi, parte civile insieme a Romana Perin e Monica Alberti, durante l’esame dell’imputata – Dopo il suo arrivo il signor Ferioli ha prelevato 41mila euro in 7 mesi. Una media di circa 4mila euro al mese. A cosa servivano questi soldi?». A quanto pare per «Pagare le bollette. Siamo anche andati al ristorante». Così ha risposto la badante arrivando poi, incalzata da Massironi e Perin, a spiegare come Ferioli abbia deciso di adottarla. Dopo averla incontrata per la prima volta 4 mesi prima. «Gli ho detto che me ne sarei andata e lui ha detto che mi avrebbe sistemato». L’affondo delle parti civili: «E cosa è successo?». «L’ho portato dal mio avvocato, che conoscevo da tempo e che mi ha seguito durante la separazione, e lui ha firmato una delega per l’avvio delle procedure di adozione». Va detto che il professor Nicola Poloni, consulente di parte, ascoltato la scorsa udienza ha testimoniato come Ferioli, già nel 2016, non fosse assolutamente in grado di compiere atti o azioni anche molto semplici.

La testimonianza dell’ex genero

L’avvocato Massironi ha anche riservato un colpo di scena producendo una testimonianza resa dall’ex genero della badante in un altro processo celebratosi a Busto Arsizio. In quella testimonianza, davanti a un giudice, l’uomo ha asserito che l’ex compagna e la madre gli avevano detto, la coppia si stava separando, di non preoccuparsi per ciò che chiedeva gli venisse restituito in quanto stavano facendo un colpo che le avrebbe sistemate per la vita. Sempre in quella testimonianza l’uomo ha affermato che le due donne, in quel periodo, frequentavano la casa di un anziano che era stato anche sindaco di Gornate Olona. Il giudice ha acquisito la testimonianza, che per le parti civili indicherebbe la premeditazione da parte della badante, riservandosi sulla sua utilizzabilità. Il 27 gennaio si torna in aula per discussione e sentenza.

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