Elezioni a Villa Recalcati, il toto nomi indispettisce i civici: «Non siamo un suq»

VARESE – «Se qualcuno vuole trasformare la nostra lista in un suq arabo o in un minestrone ha sbagliato indirizzo. La Provincia al centro è un progetto nuovo, che ha confini politici ben definiti. Quali sono? Basta guardare i nomi di chi sta lavorando al progetto».

E siccome chi parla dice di farlo per l’intero gruppo e non vuole mettere il cappello singolo, i nomi di chi sta “tirando su” il “centrone” li ricordiamo noi con tanto di perimetri politici, ovvero: Mattia Premazzi (Eupolis); Matteo Marchesi (civico, d’area Italia Viva); Alberto Barcaro (Insieme per la Provincia) e Simone Longhini (Forza Italia).

Il virgoletto qui sopra altro non è che la sintesi di diverse reazioni al toto nomi in lista che sta scatenando attorno a quello che è al momento il progetto politico più curioso in vista delle prossime elezioni provinciali. Appuntamento fissato per fine settembre, quando si rinnoverà solo il consiglio e non il presidente che resterà Marco Magrini.

Idea Bellaria. Cassata

Il nome che ha stuzzicato l’area civica è quello che è rimbalzato a sorpresa nel flipper politico e che ha fatto saltare sulla sedia più di un centrista civico. Ovvero quello del sindaco di Somma Lombardo Stefano Bellaria, che qualcuno ha già dato come candidato con la Provincia al centro. Candidatura stroncata.

E’ vero che Bellaria potrebbe candidarsi con il gruppone civico – forzista?”, chiediamo.

Ecco le risposte. La più decisa: «Balle. Qualcuno si diverte a buttarla in caos o gioca a intestarsi una candidatura, ma ha sbagliato strategia. Bellaria è stato il candidato presidente del PD, mi pare ci azzecchi poco con questo progetto».

«Non siamo un suq e non siamo in campagna acquisti – puntualizza un’altra voce interna – A meno che Bellaria si trovi a disagio nel PD e voglia tornare sui suoi passi politici d’origine. Ma lo deve comunicare lui. Dopo di che vedremo».

Chi è in pole e i papabili

Bocche cucite invece sugli altri nomi, i più pesanti in realtà, che potrebbero andare a comporre la griglia di partenza di coloro con maggiore chance di essere eletti. E chi tace, acconsente.

Dunque, la Provincia al centro ha quattro poli politici che perimetrano l’area: Eupolis che sarà rappresentata da Mattina Premazzi (sul secondo nome si sta ragionando); i civici più vicini al centrosinistra (Italia viva in sostanza) che potrebbero schierare Matteo Marchesi, sindaco di Sangiano (meno probabile, ma a supporto, Nicola Tardugno, sindaco di Caravate); Forza Italia, che ambisce ad eleggere due consiglieri punterà su Chicco Vettori (capogruppo uscente) e su un volto nuovo rispetto a Simone Longhini, pronto al passo indietro. Infine c’è l’anima ex leghista con Alberto Barcaro (si punta sul sommese, altro motivo per cui l’ipotesi Bellaria rischia di restare tale), Emanuela Quintiglio (forse) e Danilo De Rocchi, sindaco di Casalzuigno.

Gli Azionisti

Inoltre non si possono non considerare gli amministratori che fanno riferimento ad Azione e che gravitano attorno a questo progetto. Anche loro potrebbero avere spazio in lista e i nomi che girano sono sostanzialmente tre: Sonia Serati, consigliere di Gallarate (e quindi un voto ponderato pesante); Anna Agosti, consigliere e assessore a Galliate Lombardo e considerata la nouvelle vague del partito, e Andrea Di Salvo, cairatese di estrazione PD prima di passare (tempo fa) in Azione.

Ma non è finita. I ben informati dicono che il centro si potrebbe allargare anche a Udc (sì, esatto Udc inteso più come idea politica che come amministratori) e ai Repubblicani di Marco Reguzzoni che pare stiano dialogando in Regione con il consigliere gallaratese Luca Ferrazzi.

Il tiro al piccione da destra

E se al Partito democratico La Provincia al centro non dispiace poiché va a consolidare la maggioranza consigliare a Villa Recalcati, a destra c’è chi storce il naso davanti a una Forza Italia che ha scelto il rassemblement moderato civico popolare e non il tradizionale campo di centrodestra.

Insomma i mal di pancia non sono pochi, ma in questo momento l’ordine è quello di fare buon viso a cattivo gioco. L’unico che scuce la bocca è Marco Colombo, sindaco di Daverio, candidato alle Europee con Fratelli d’Italia, ma che ben conosce le dinamiche dell’elezione provinciale per aver dato vita a una lista civica (quella in alleanza con Magrini e che poi portò all’elezione di Marina Rovelli) e per aver “militato” (se così possiamo dire) in Eupolis (i maghi del secondo livello) prima di tornare nel campo partitico.

Il listone

E Colombo, seppur con grande diplomazia, mette a nudo l’ambigua posizione dei forzisti, ma anche dei civici vicino al centrodestra, ovvero gli ex amici di Eupolis. «Se fossi un coordinatore provinciale – dice – lancerei la proposta di fare una lista unica di centrodestra che possa accogliere anche amministratori d’area». Troppo bello e troppo tardi, visto che Forza Italia ha incassato l’ok dal regionale sulla manovra al centro. E lo facciamo notare a Colombo. Il quale aggiunge: «A me non risulta che le liste siano state fatte. Inoltre con un’unica lista di centrodestra porteremmo in consiglio almeno 6 consiglieri i quali una volta eletti, a differenza di quanto a volte accade, rispondono ai partiti».

Colombo mette sul tavolo anche lo schema di lista, che ricorda quello della Longobarda di Canà. Non il 5-5-5, bensì un «4 candidati di Fratelli d’Italia; 4 della Lega, 4 di Forza Italia e 4 di area civica». Possibile? «E’ un’idea – conclude – io in merito alla partita mi chiamo fuori, ma se fossi un coordinatore la perseguirei».

varese elezioni provincia – MALPENSA24
Visited 106 times, 1 visit(s) today