VARESE – Meno uno: manca sempre meno al Falò di Sant’Antonio, il momento clou dell’omonima festa che anima il centro di Varese tra piazza della Motta e via Carrobbio. Domani sera, giovedì 16 gennaio, il fuoco si accenderà come sempre alle 21, per la felicità di migliaia di varesini. Un evento che non sarebbe possibile senza l’impegno degli organizzatori, i Monelli della Motta, e delle tante realtà che collaborano per garantirne la miglior riuscita sotto l’aspetto delicato della sicurezza.
Torna il banco gastronomico
Sono ore frenetiche quelle che precedono l’appuntamento della tradizione più amato dai varesini, che si aprirà ufficialmente domattina con la sua componente più prettamente religiosa: quest’anno c’è il debutto del nuovo prevosto Gioia. Alle 10 la celebrazione eucaristica e a seguire la benedizione delle candele votive. Ma il lavoro di preparazione dai parte dei Monelli, i custodi della festa, inizia già oggi, mercoledì 15. Stamattina la posa della sabbia, prima del montaggio dell’immancabile banco gastronomico che avverrà nel pomeriggio (e aprirà poi nella mattinata del 16 insieme alle bancarelle). Attività operative che fanno seguito a quelle burocratiche, che richiedono ovviamente molto più tempo. Il lavoro organizzativo parte infatti già a ottobre-novembre per la preparazione dei permessi e il coinvolgimento dei volontari.
Legna certificata
Ma non è Sant’Antonio finché non si vede la pira: la costruzione della catasta inizierà alle 8 di domani e proseguirà fino a metà pomeriggio. Ore durante le quali i varesini non si sottrarranno certo al rito del bigliettino, affidando al santo i propri auspici in tema di salute, lavoro e amore. «Cerchiamo di preparare la legna a fine dicembre in modo da tenerla in un luogo chiuso e controllato per avere legna di buona qualità – confidano dai Monelli – i bancali che vengono utilizzati per costruire la catasta sono certificati e marchiati HT, ovvero non hanno subito alcun trattamento chimico: è legna pura».
Un piccolo esercito
I Monelli sono un gruppo abbastanza numeroso: c’è chi è già in pensione e può dedicare più tempo, chi invece lavora e si ritaglia qualche ora in questi giorni “caldi”. In totale sono una quarantina le persone coinvolte nella settimana del falò. «Ma da soli non riusciremmo a garantire la sicurezza all’evento – spiegano – possiamo contare però sull’aiuto di forze dell’ordine e volontari». Un piccolo esercito di un’ottantina di persone che la sera del falò si attivano per gestire la sicurezza, a partire dai Vigili del fuoco che svolgono un ruolo fondamentale nel tenere a bada le scatenate fiamme. Quindi la lista è lunga e ogni gruppo è meritevole di una doverosa citazione: Anc, Anps, City Angels, Croce Rossa Italiana, Alpini e Angeli Urbani. Tutti in pista per Sant’Antonio.

Afflusso e deflusso
Nelle scorse ore si è riunito il tavolo tecnico in Questura per mettere a punto il piano di gestione degli afflussi alla Motta. Gli ingressi principali saranno due: da via Carrobbio con uscita su Bizzozero e da viale Sant’Antonio con uscita su via Lonati. Per una questione di sicurezza il numero massimo di persone presenti contemporaneamente nell’area è limitato e potranno essere possibili dunque interruzioni degli ingressi e delle uscite in funzione dei presenti, in modo da poter garantire a tutti di ammirare il falò in condizioni ottimali. Un filtro già testato nelle scorse edizioni e che viene perfezionato anno dopo anno.
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varese falò monelli volontari – MALPENSA24
