Varese, frode falsi invalidi: processo decimato. Solo 5 rinviati a giudizio

VARESE – Maxi frode falsi invalidi, frana l’impianto accusatorio. Dei 39 imputati comparsi oggi, mercoledì 9 luglio, davanti al Gup del tribunale di Varese Marcello Buffa, solo in 5 sono stati rinviati a giudizio. Tre medici indicati come compiacenti dall’accusa, il marito della coppia al vertice del Caf che per gli inquirenti gestiva il giro di falsi indennizzi e una quinta persona coinvolta nell’inchiesta. Tutti gli altri 34 indagati sono stati prosciolti.

I capi di imputazione

Non reggono al vaglio dell’udienza preliminare nemmeno i capi di imputazione. Saltano sia l’associazione a delinquere che la corruzione, restano inpiedi solo alcuni episodi di falso.

L’inchiesta

I fatti contestati vanno dal 2015 al 2019. Le indagini sono state condotte dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Varese. I presunti falsi invalidi per l’accusa erano in tutto 27: persone che percepivano l’assegno di invalidità senza averne titolo in quanto, stando all’autorità giudiziaria, invalidi non erano. I medici che, secondo l’accusa, erano compiacenti nel certificare le false invalidità sono in tutto 10. Ne andranno a processo solo tre.

Al vertice del sistema ipotizzato dalla procura di Varese c’erano però marito e moglie, lei ex funzionario pubblico, titolari di una sorta di Caf attraverso il quale le pratiche per ottenere gli assegni di invalidità venivano incardinate. Dei due, però, solo il marito è stato rinviato a giudizio. La maxi frode è stata stimata in un milione di euro. Inps si è costituita parte civile con una richiesta danni pari a 450mila euro. Il dibattimento a carico dei 5 imputati rimasti si aprirà il prossimo primo dicembre.

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