VARESE – Dopo i singoli “Elevato tasso”, “Amaro in bocca” e “A-a-amici gatti” Loste è tornato con un brano che segna una svolta nella sua produzione musicale: con “Judy”, in radio da venerdì 2 maggio, abbandona la goliardia e i doppi sensi che hanno caratterizzato il suo repertorio per immergersi in un viaggio interiore nel buio dell’inconscio. La canzone del cantautore di Varese, dai primi anni Duemila attivo nel mondo della musica indipendente, del punk e del rock italiano, anticipa l’album di inediti in uscita il prossimo ottobre per Fiabamusic, etichetta trentina già al fianco di artisti come Caterina Cropelli e The Bastard Sons of Dioniso.
Vita e sofferenza: un entità ambivalente
Il sound richiama atmosfere da David Lynch, con una massiccia presenza di tastiere e effetti che avvolgono una struttura originariamente punk, trasformandola in una dimensione ovattata e psicologica: la figura di Judy, ispirata alla serie “Twin Peaks The Return”, rappresenta un’entità ambivalente, capace di donare la vita ma anche di generare sofferenza.
Loste esplora temi universali, dalle relazioni in bilico alla fragilità emotiva, fino al costante duello interiore tra ciò che gli altri vorrebbero che fossimo e ciò che realmente siamo. “Judy” si pone come un crocevia importante nella sua evoluzione artistica, segnando un distacco dal punk canonico per abbracciare nuove sonorità e modalità espressive.
«Nella celebre serie di Lynch ci si chiedeva spesso chi fosse Judy. Anche la mia Judy è qualcosa di oscuro: un’energia che permea la nostra vita nei momenti di passaggio, nei silenzi non detti, nelle relazioni che si sgretolano. È quella sensazione che ti spinge a scappare ma ti tiene legato a ciò che più ti fa male, in un continuo circolo di autoalimentazione».
Una ballad per un amico sincero: il gatto Banzai
“Judy” è stata preceduta a fine marzo da “A-A-Amici gatti”, ballad nello stile punk che contraddistingue il genere di Loste, in cui ha raccontato del suo gatto, amico fidato, di recente avvelenato, a cui la canzone è stata dedicata. Con il brano l’artista ha voluto sottolineare non solo come spesso gli animali dimostrino più empatia delle persone, ma anche come molte siano così egoiste da non avere cura degli altri anche nei momenti di maggiore difficoltà, dovuti alla debolezza psicologica o fisica.
Per onorare al meglio la memoria di Banzai – questo il nome del gatto – durante i concerti di presentazione del singolo è stata venduta una maglietta la cui immagine è stata dipinta dallo stesso Loste e il cui ricavato andrà a sostenere La Fermata del Miciobus, gruppo di volontari che si occupa di curare e dare in adozione i gatti randagi o abbandonati.
«Quando cerchi gli amici spesso non li trovi, ma trovi il gatto. E forse in fondo ti va pure meglio….nel periodo buio del post-Covid, uno dei più neri della mia vita in cui ho ecceduto anche troppo, e troppo spesso, con l’alcol, spesso ho trovato intorno a me persone che hanno approfittato delle mie debolezze e non mi hanno mai aiutato ad uscire da questo tunnel, dimostrando totale mancanza di empatia e grande egoismo.
In questo periodo, però, curiosamente il mio gatto Banzai mi ha sempre aspettato nella via dove abitavo per riaccompagnarmi a casa, quasi come se capisse il mio momento “no” e, a suo modo, volesse darmi il suo supporto.Questa cosa è successa regolarmente, tutte le notti, almeno per tre anni; Banzai, finché non entravo in casa e non mi mettevo a letto, quindi al sicuro, non si dava pace e non si addormentava; poi una volta che ero a posto, tornava alle sue faccende di gatto. Spesso si dice che i gatti siano animali approfittatori, che vogliono solo il cibo, e a loro non interessa nulla degli umani; ho invece riscontrato questa caratteristica nei miei amici dell’epoca che, nonostante a loro volta eccedessero in alcol, droga, etc. si eclissavano o, peggio ancora, si sentivano in diritto di condannare questi miei comportamenti. Ora che Banzai è stato avvelenato e non c’è più, sono ancora più convinto del fatto che sia stato un amico sincero, e ho deciso di anticipare i tempi di uscita di questa canzone per ringraziarlo per tutto ciò che ha fatto per me, e parlando “solo” di un gatto, direi che è già stato tanto…».
Dai Collettivo01 alla carriera solista inaugurata da “JackPunk”
Classe 1985, Loste è un cantante, chitarrista, autore e personaggio legato al panorama della musica indipendente italiana. Ha esordito sui palchi di Varese e provincia con i Collettivo 01, formazione durata fino al 2014 con cui ha pubblicato due album e fatto parte della scena punk rock lombarda di fine anni Novanta/Duemila, condividendo concerti con band come Pornoriviste, Punkreas, Skruigners, Rappresaglia e Gerson; chiamato dai primi a sostituire il chitarrista e cantante Dani Marceca ha contribuito alla stesura e alla registrazione dell’album “Le funebri pompe”.
Costretto a interrompere l’attività artistica per problemi fisici al braccio sinistro e per gli impegni professionali come agente di booking e organizzatore di eventi, nel 2019 è tornato a sorpresa a esibirsi dal vivo alla Festa del Rugby di Varese per suonare la chitarra come ospite dei Sicks.
A fine 2021, nel periodo post-Covid e dopo quasi un decennio dalle ultime composizioni originali, un periodo molto “no” della vita ha permesso comunque la nascita di nuove canzoni a firma Loste con una produzione punk rock e inserti di elettronica e dance, in collaborazione con Auditoria Records e con i consigli “da lontano” dell’amico Fabio Ilacqua. L’anno seguente è stato protagonista di alcuni live, tra cui WoodinStock dove ha suonato con insieme a Omar Pedrini; è del marzo 2023 “JackPunk”, cover dalla colonna sonora del film “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” che, pubblicata per Piuma Dischi, ha dato ufficialmente il via alla carriera solista di Loste con la partecipazione, quell’estate, all’evento benefico Anna On The Beach a Verbania e come ospite regolare delle serate di Trash Milano, collettivo di dj del Varesotto e Alto Milanese.
Al Rugby Sound Festival trent’anni di “Paranoia e potere” con i Punkreas


