VARESE – I Do.Ra. sono riusciti a trasformare in notizia di livello nazionale anche il matrimonio di un loro aderente. Il saluto romano dal balcone di Palazzo Estense dello sposo ha fatto il giro d’Italia sulla stampa nazionale. E in città è diventato anche un caso politico.
La Lega rompe il silenzio: «Dov’è il sindaco?»
I primi a smuovere le acque sino i consiglieri del gruppo consigliare della Lega che esprimono tutta la propria perplessità davanti «a un silenzio troppo lungo del sindaco e dell’amministrazione». Con il centrosinistra che affida a una serie di note stampa la reazione di condanna del gesto. La cronologia dei fatti dice che il matrimonio con saluto romano è stato celebrato sabato 3 febbraio.
«Ne hanno parlato i media nazionali, ma il sindaco di Varese è rimasto in silenzio rispetto a quanto accaduto a Palazzo Estense – dicono i leghisti – E la nostra perplessità nasce dal fatto che in sostanza i Do.Ra. con il loro gesto hanno evidenziato l’assenza del primo cittadino. Dov’era? ci chiediamo. Se fosse successo con il centrodestra al governo cittadino, il centrosinistra si sarebbe prodigato in attacchi politici».
La condanna del sindaco
Quanto accaduto al termine della celebrazione a Palazzo Estense è inaccettabile e invito le forze dell’ordine a fare piena chiarezza su quanto avvenuto, individuando al più presto i responsabili e avviando le necessarie azioni penali – scrive il sindaco in una nota stampa – Il Comune di Varese è il massimo luogo cittadino dove trovano espressione i valori di antifascismo e libertà, e non può assolutamente essere violato da gesti e slogan che non devono più trovare spazio nella nostra società. Sono sicuro che le forze dell’ordine individueranno al più presto i responsabili di questi atti gravissimi che non rappresentano in nessun modo la nostra città. Nello specifico devo però precisare che la persona che ha celebrato il matrimonio, per l’ordinamento del nostro Paese, aveva i requisiti per officiarlo. Anzi, il Comune ha effettuato attività istruttorie ulteriori perché gli uffici comunali non si sono accontentati della semplice autodichiarazione dei requisiti. La celebrazione dunque è avvenuta secondo quanto la legge stabilisce e alla presenza di personale delle forze dell’ordine. Negli ultimi tempi fenomeni di questo tipo si stanno verificando sempre più spesso, come negli ultimi giorni ad Acca Larentia, ed è quindi fondamentale e urgente che, oltre alle condanne da parte della comunità democratica, delle forze politiche e associative, arrivi un intervento chiaro che porti finalmente a orientamenti univoci in ordine alle condanne di tali fatti.
La condanna del PD
Siamo indignate ed indignati – scrivo Alice Bernardoni (segretaria provinciale del PD) ed Emanuela Lozza (segretaria cittadina) – da quanto abbiamo visto accadere sul balcone principale del Comune di Varese, il balcone, che di solito ospita gesti d’amore, è stato usato per fare il saluto romano alla folla, memoria di una delle pagine più nere della nostra storia. Il comune di Varese, da sempre caratterizzato da una fortissima attività antifascista, è stato scelto proprio nel tentativo di mettere in discussione questa vocazione, per marchiare il territorio. Cosa per fortuna impossibile. La Cassazione ha detto che non è reato, ma noi democratiche e democratici restiamo convinti e convinte che richiami di stampo nostalgico verso il ventennio manchi di rispetto a tutti noi, a partire da coloro che l’hanno vissuto e preferiamo di gran lunga vedere baci e lanci di bouquet da quel balcone.
Perché l’Italia antifascista. Perché Varese è antifascista.
La nota dell’Anpi
Sono trascorsi solo pochi giorni dalla cerimonia indimenticabile del 26 gennaio u.s. a Palazzo Estense per la commemorazione del giorno della memoria, con la partecipazione di una grande delegazione di studenti e oggi abbiamo saputo dai media una notizia sconcertante: ‘matrimonio con saluto romano dal balcone di Palazzo Estense. Questo atto a me ricorda molto il ventennio fascista, quando Mussolini dal balcone di Palazzo Venezia a Roma, si affacciava e faceva il saluto romano.
A lato del portone di palazzo Estense sono posate quattro pietre d’inciampo dedicate a quattro deportati assassinati nei campi di sterminio. Nella stessa cornice di palazzo Estense e prestigiosa sede del Comune di Varese, il 3 febbraio è andata in onda una scena grottesca: celebrazione di un matrimonio in cui è stato delegato come officiante Alessandro Limido, presidente della Comunità militante dei Dodici Raggi, con la partecipazione di un gruppo di persone vestite di nero e, ciliegina sulla torta, un saluto romano del novello sposo affacciato sul cortile d’onore.
Non possiamo rimanere indifferenti e in silenzio per questo vergognoso atto che sporca la Costituzione e la Repubblica, proprio nella casa comune di ogni cittadino di Varese. Chiediamo quindi ufficialmente alle istituzioni di fare chiarezza su quanto è avvenuto. Chiediamo inoltre l’identificazione di tutti coloro che in questo contesto si sono esibiti nel saluto romano e alla magistratura di aprire un’indagine per la violazione delle leggi Scelba-Mancino.
I Cinque stelle
Gravissimo quanto è successo sabato 3 febbraio presso la sala cerimonie ufficiali del Comune di Varese dove, secondo quanto si apprende da notizie di stampa, è stato officiato un matrimonio “in stile neonazista”, con tanto di saluto romano idal balcone che si apre sui Giardini Estensi.
Il M5S territoriale e provinciale di Varese condanna fermamente quanto avvenuto e afferma con forza che qualsiasi atteggiamento di vicinanza verso regimi dittatoriali e sanguinari, che tanto male hanno fatto al popolo italiano e anche al nostro territorio, non può essere tollerato.
Ancor più grave perchè successo a pochi giorni dalle celebrazioni in Salone Estense del Giorno della memoria e a pochi passi sia dall’ufficio di Calogero Marrone, Giusto tra le Nazioni, che dalle pietre d’inciampo che ricordano i varesini deportati nei campi di concentramento.
Auspica che le Autorità preposte facciano luce al più presto su come sia stato possibile che tutto questo sia accaduto
