VARESE – Dopo il Covid è stata definita la “nuova pandemia”. E i numeri dell’incidenza sul territorio sono in effetti preoccupanti: in provincia di Varese ne soffre il 6% dell’intera popolazione. Il diabete è una patologia in crescita negli ultimi anni e per affrontarla serve che tutti remino dalla stessa parte: medici, istituzioni e pazienti stessi, con la persona che deve essere sempre più al centro. Questo il messaggio emerso dal congresso che si è aperto stamattina, venerdì 21 marzo, al Palace Hotel di Varese (qui sotto il video). Il primo organizzato in città sul tema.
23mila malati a Varese
“Varese diabete – un percorso proiettato nel futuro” è il titolo della due giorni che proseguirà anche domani, con la partecipazione di numerosi professionisti del settore, tra medici, ricercatori ed esperti del mondo della sanità. A Varese anche i vertici lombardi e nazionali di Sid (Società Italiana di Diabetologia) e Amd (Associazione Medici Diabetologi). Direttrice scientifica del convegno è Cristina Romano, responsabile della Diabetologia di Asst Sette Laghi, che ha illustrato l’attività in ospedale e sul territorio. «Accogliamo 23mila malati: li seguiamo non soltanto nell’area centrale ospedaliera, dove ce ne sono circa 12mila, ma siamo giunti a loro attraverso le case di comunità. Un grande successo utilizzare le case di comunità per una patologia cronica importante come il diabete, dove un team di specialisti si muovono verso la popolazione e portano cura e attenzione». La Diabetologia varesina è presente nelle strutture di Arcisate, Tradate, Varese, Laveno e Sesto Calende.
Un paziente per famiglia
«Dal dopo Covid – ha aggiunto Romano – è aumentato il numero dei pazienti che vediamo giornalmente: sono quasi 130. C’è un paziente diabetico in ogni famiglia. Dobbiamo arrestare questa epidemia. Non dobbiamo perderci d’animo: dobbiamo unirci per continuare a promuovere buoni metodi di cura, dietetici, comportamentali e sportivi». E anche il paziente deve essere sempre più coinvolto: serve una piccola rivoluzione culturale. «La gente deve istruirsi e capire che deve curarsi. Il paziente non è più una figura passiva, il paziente deve entrare partecipe insieme agli altri per curarsi nel suo cammino di vita».
La tecnologia in aiuto
Al centro del convegno varesino le più recenti evidenze scientifiche sulla prevenzione del diabete mellito e le terapie più innovative, tra telemedicina ed utilizzo dell’intelligenza artificiale. Attraverso dei “flash debate”, ovvero interventi rapidi ed efficaci, il diabete in questi due giorni sarà raccontato in tutte le sue possibili manifestazioni e tematiche correlate, dagli aspetti pediatrici alla gravidanza fino all’importanza dell’attività sportiva nella gestione della malattia. I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali e una tavola rotonda divulgativa per la popolazione. Tra le autorità presenti il sindaco Galimberti e i consiglieri regionali Monti, Cosentino, Zocchi e Dell’Erba, mentre il governatore Fontana ha inviato un videomessaggio. Il dg di Ats Insubria Salvatore Gioia ha sottolineato che «è fondamentale che ognuno sia protagonista e artefice della propria salute, in ogni fase, sia per la prevenzione che durante la malattia».
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