Varese, Magrini: «Ora la Provincia è più forte, più ricca e investe per i sindaci»

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Il presidente Magrini e il consigliere Di Toro in conferenza stampa

VARESE – «L’anatra non è più zoppa. Oggi c’è una maggioranza allargata, non partitica, che sta lavorando su più fronti, investendo sul territorio e per i comuni». E’ Marco Magrini show, nel senso che il presidente della Provincia, a sei mesi dall’inizio del suo mandato, fa il punto della situazione sui 12 milioni di euro destinati ai Comuni («un’operazione non di bandiera politica, ma a favore delle amministrazioni»), mette in fila i traguardi raggiunti a livello politico, amministrativo e operativo e divide e condivide meriti e onori con i consiglieri di maggioranza, i dirigenti e i funzionari. Ecumenico.

L’anatra non è più zoppa e “spicca” il volo

Insomma, prendendo spunto dal paragone ornitologico che fece il segretario provinciale della Lega Andrea Cassani sei mesi fa e che è stato ripreso questa mattina (giovedì 10 agosto) da Magrini in apertura di conferenza stampa, dopo anni bui, si può dire che Villa Recalcati torna ad essere una provincia con le ali. Certo non quelle aeronautiche di reguzzoniana memoria, bensì quelle più umili e piumate dell’anatra di cui sopra, ma che fanno il loro dovere quando c’è da spiccare il volo. Ma andiamo con ordine.

Acqua passata non macina più

Marco Magrini guarda davvero poco al recente passato e a chi l’ha preceduto. Nel senso che evita qualsiasi di tipo di paragone. Esclusa una stoccata al leghista Sergio Ghiringhelli che però “sfregia” anche il suo predecessore: «L’operazione Comuni attivi avrebbe potuta farla anche l’amministrazione che c’era prima di me. Perché hanno scelto un’altra strada? Non saprei. Posso però dire che io sono un sindaco di un piccolo Comune rispetto ad Emanuele Antonelli e per questo, forse, ho una sensibilità maggiore rispetto alle necessità dei primi cittadini».

Il cambio di passo

Per il resto è, appunto, Magrini show. «L’anatra non è più zoppa. Oggi a Villa Recalcati c’è una maggioranza allargata, dove ognuno mette in gioco le proprie competenze e chi è entrato in corsa ha incrementato il livello di capacità. Mi riferisco ad Alberto Barcaro per la protezione civile, a Mattia Premazzi sul Bilancio a Paola Marina Rovelli sulle ciclopedonale. Un puzzle che ben aderisce alla visione di mandato che avevo e che a questo punto è condivisa da tutti i miei consiglieri».

Gli obiettivi politici e amministrativi

Il presidente ricorda tra gli obiettivi raggiunti, oltre al consolidamento della maggioranza, anche l’operazione Cda Tpl, «dove abbiamo sistemato una forzatura fatta a fine mandato Antonelli e ritrovato l’unanimità di intenti»; la nomina di un segretario generale e quella del direttore generale, «avvenuta proprio in queste ore. Abbiamo fatto un bando al quale hanno partecipato in 57, ne sono stati selezionati 4 tra cui anche l’ottimo profilo della dirigente del Comune di Busto Maria Teresa Marino. Alla fine la scelta è caduta su Maurizio Federici, dirigente di Regione Lombardia nel settore Territorio». Una figura che quella Federici che diventerà strategica per l’Ente: «Dovrà seguire in maniera particolare la redazione del Ptcp e la partita del Pnrr, dove, lo anticipo, troveremo qualche criticità».

Provincia riapre i cordoni della borsa

Va detto che, non per imperizia di chi ha guidata la Provincia “pasticciata” dalla Riforma Delrio (a tal proposito ricordiamo l’operazione risanamento dei conti) , è proprio con la partita dei 12 milioni a favore del territorio l’Ente torna a essere importante sullo scacchiere istituzionale del Varesotto. «Con il bando Comuni attivi – continua Magrini – non abbiamo fatto distinzioni di colore amministrativo. Abbiamo invece finanziato opere anche a Gallarate e Busto guidate da forze politiche che hanno scelto di restare in opposizione qui in Provincia».

I conti tornano a sorridere

Dei 23 milioni e 700 mila di avanzo abbiamo stanziato 7 milioni per i progetti interni alla provincia. Poi abbiamo avviato un percorso di confronto con i Comuni: da qualli piccoli a quelli medi ai più grandi. E a meta giugno è stato deliberato un finanziamento di 15 milioni di euro per i progetti presentati dai Comuni.

I numeri di Comuni Attivi

78 progetti presentati, 53 ammessi sula base di una serie di parametri fissati, 31 progetti considerati strategici, 22 relativi alla sicurezza stradale. Quelli esclusi sono stati 25. E ancora: 65 Comuni hanno partecipato, nel dettaglio: 21 sotto i 3 mila; 19 da 3 a 5 mila; 13 da 5 a 10 mila; 7 da 10 a 30 mila; 4 sopra i 30 mila e 1 Comunità Montana.

Tutti i progetti presentati avevano un ammontare di 37 milioni di euro. Quelli ammessi sono pari a 13 milioni di euro che sono stati finanziati con una manovra da 11 milioni e 500 mila euro.

«Abbiamo tenuto una riserva per far fronte ai problemi che al momento non è possibile preventivare. Pensiamo agli stanziamento fatti d’urgenza per i lavori provocati dai danni del maltempo». Poi se queste riserve non verranno utilizzate per finanziare i progetti al momento esclusi e che, con miglioramenti potrebbero ricevere i soldi finanziati.

Niente progetto, niente soldi

Il 30% vengono stanziati subito dopo la pubblicazione delle gare che devono essere aggiudicate tra dicembre 2023 e giugno 2024 (a secondo dell’importo dell’opera). I soldi assegnati quindi sono vincolati a una tempistica ben precisa che, qualora non rispettata, comporta la perdita del finanziamento. Che verrà girato su altre progettualità. «Il senso di questa iniziativa e realizzare progetti già pronti e da realizzare sul breve periodo», ha concluso Magrini.

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