Editore, assessore e prof: Varese saluta Macchione. «È stato dentro alla storia»

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VARESE – «Nel cammino della sua vita è stato dentro alla storia. Si è fatto portare dalla storia degli uomini». Durante l’omelia don Cesare Zuccato, prevosto di Luino, ha ricordato così Pietro Macchione, storico editore cittadino scomparso lunedì 19 gennaio all’età di 82 anni. L’ultimo saluto della città si è svolto questa mattina, venerdì 23, nella Basilica di San Vittore (qui sotto il video con l’omelia e il ricordo). 

L’addio di Varese

La comunità varesina si è stretta intorno ai figli Daniele e Sara e a tutti i familiari. Tra i presenti il sindaco Davide Galimberti e l’ex primo cittadino Raimondo Fassa, nella cui giunta Macchione ricoprì il ruolo di assessore all’urbanistica. «Era un uomo buono – ha detto ricordandolo – credeva moltissimo nelle proprie idee, nella forza della ragione e nella cultura. Seppe agire anche fuori dagli schemi». E poi tanti rappresentanti dei diversi mondi a cui Macchione ha dedicato la sua vita professionale, a partire dalla scuola (tanti lo ricordano e conoscono semplicemente come “prof”) e dal sindacato – con l’attività nella Cgil – fino alla cultura, con tanti volti che hanno condiviso con lui una parte di percorso, tra cui molti scrittori che hanno pubblicato per la sua casa editrice in oltre trent’anni di storia. 

Dentro alla storia 

«Quando muoiono persone come il signor Pietro è difficile raccontare tutta la loro vita – ha detto durante la predica don Cesare – ma alcune cose si possono raccontare. Una era la fede: è una delle cose che fanno la differenza. Pietro viveva la sua fede e la celebrava con la comunità. Qualcuno ha scritto “la Madonna del Sacro Monte ti accompagni”». Poi la sua passione per le storie. «Un uomo che amava la storia e le storie, ne ha raccontate tante, ne ha fatte scrivere tante a un sacco di persone. La cultura e queste storie che si raccontano devono diventare lo stimolo perché si possa poi crescere».

L’eredità

Infine si è soffermato sul vuoto che Macchione lascia nella cultura cittadina. «Oggi in mezzo alla tristezza e al ricordo qualcuno potrebbe dire: “Chi prende il suo posto? Chi ha voglia di raccontare ancora storie? Di stare dentro la vita di un territorio e avere un sogno sul futuro?” Quelle che ha raccontato sono storie che parlano di persone che hanno avuto coraggio. Forse ci siamo impoveriti perché lui non c’è più, ma se raccogliamo il suo sogno non perdiamo tutto». A concelebrare la messa altri quattro parroci, tra cui il prevosto di Varese monsignor Gabriele Gioia.

La cultura varesina è in lutto: la città dice addio all’editore Pietro Macchione

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