VARESE – E’ in carcere con l’accusa di violenza sessuale e stalking Francesco Tomasella, già candidato sindaco a Varese, no vax convinto, o, meglio, convinto oppositore delle restrizioni imposte dal Governo Conte durante il periodo più acuto della pandemia Covid. Tomasella aveva già patteggiato una pena a dieci mesi per aver organizzato a Brebbia una festa di compleanno clandestina durante il lockdown.
Sono innocente
Le accuse di cui dovrà rispondere adesso, l’udienza è fissata per il prossimo 5 novembre davanti ai giudici del tribunale di Varese, sono ben più pesanti. Tomasella, dal canto suo, dal carcere di Pavia dove è detenuto si professa del tutto innocente rigettando ogni accusa.
Le accuse
La vicenda, purtroppo, somiglia a tante altre storie di relazioni che finiscono nel peggiore dei modi. Accade infatti che Tomasella e l’allora compagna, più grande di lui di 18 anni, si lasciano dopo una turbolenta relazione durata tre anni. O meglio, è lei a lasciare lui ,volendo liberarsi di un rapporto che l’accusa definisce tossico. E l’ex candidato sindaco non si rassegna. Iniziano gli atti persecutori: telefonate, minacce, pedinamenti. Nel capo di imputazione si citano episodi che sarebbero avvenuti in mezza provincia: da Varese a Tradate passando per Luino. Un’azione martellante quella tratteggiata dalla procura di Varese. Tanto che la vittima ottiene che Tomasella venga colpito da un ammonimento del Questore.
La gogna social
In questo frangente la ex compagna apre il libro sui tre anni di relazione. Parlando di botte, minacce e di violenze sessuali. Un inferno sul quale la vittima riflette prima di sporgere denuncia e far scattare così la custodia in carcere a carico dell’ex candidato sindaco. La goccia che fa traboccare il vaso sono le continue intrusioni di Tomasella nella vita della donna. Pubblici messaggi postati sui social, con tanto di foto di loro due insieme con lei che mostra l’anello di fidanzamento, e, infine, persino un messaggio di lui alla figlia della donna nel quale Tomasella dichiara di voler parlare della sua relazione con la madre.
E’ a questo punto che scattano tutti gli allarmi possibili e che arriva la querela da parte dell’esausta ed esasperata vittima. Querela che porta l’oppositore del sistema dritto in carcere. Il 5 novembre la vicenda approderà in tribunale, i difensori di Tomasella danno una versione ridimensionata dell’accaduto sostenendo che l’intera vicenda debba passare al vaglio di un giudice terzo dopo l’esame della vittima.
