Tormento, Otierre e Kaso: a Varese due giornate con il rap di Rock The Jungle

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VARESE – «Da più di vent’anni sono impegnato a diffondere la cultura afroamericana nel territorio. Io arrivo dall’hip hop e dal funk mentre il mio socio Alessandro Zoccarato dal rock e dal blues: con Rock The Jungle, evento che mettiamo in continuità con quello che era il Black & Blue Festival, lo sguardo si poserà su un tipo di musica che permea quasi tutti i i linguaggi comunicativi a cui attingiamo oggi». Così Daniele Bianchi in arte Vigor, con gli Otierre tra i pionieri del rap in Italia e presidente dell’associazione Black & Blue, ha illustrato oggi, mercoledì 27 agosto, a Palazzo Estense, alla presenza dell’assessore alla Cultura Enzo Laforgia, i particolari della manifestazione che si svolgerà a Varese nelle prossime due domeniche.

Appuntamento ai Giardini Estensi e al Jungle Field

A Rock the Jungle contribuiscono inoltre l’associazione Filmstudio 90 e soprattutto la squadra dei Gorillas, ideatrice dell’evento: «Il football da loro praticato – così Vigor – è uno sport che presenta molti punti di contatto con la cultura afroamericana, con tanti giovani di colore che si distinguono in quelle realtà».
Ad aprire la prima giornata di domenica 31 agosto ai Giardini Estensi sarà, insieme al loro stand, il laboratorio rap alle 16.30 di Fabio Kaso, a cui seguirà la tavola rotonda condotta dal giornalista Marco Tresca che approfondirà diverse tematiche dell’hip hop attuale. Concluderà l’appuntamento la visione alle 21 di “L’odio”, film premiato a Cannes del regista francese Mathieu Kassovitz.
La domenica seguente, 7 settembre, al Jungle Field di San Fermo si terrà la seconda tranche – più dedicata all’intrattenimento – della manifestazione con i concerti, a partire dalle 19, di Mofos e Big Bang Family e coronata da quelli di Otierre e Tormento, nomi che hanno fatto la storia del rap italiano. «La scelta – ha sottolineato Vigor – è andata verso artisti locali, che fossero però conosciuti anche a livello nazionale». L’accesso al campo di via Sette Termini sarà possibile già dalle 12 con l’apertura dello stand gastronomico del TuMiTurbi.

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Eventi estivi diffusi in tutta la città

«Jazz, blues e rock: non ha più senso parlare di generi, soprattutto alla luce di come la musica afroamericana si è declinata. Certamente c’è un elemento di continuità ma ora le categorie novecentesche vanno molto strette», ha osservato Laforgia. «E non bisogna mai proporre l’equazione baby gang-immigrati, o neoitaliani. In questo senso il film di Kassovitz, che parla della realtà delle periferie è molto opportuno, anche se in Italia il fenomeno ha interessato una percentuale di popolazione molto inferiore rispetto alla Francia. Quest’anno la linea guida è stata di organizzare iniziative estive diffuse in tutta la città: la gente è andata meno in vacanza e difficilmente si è spostata in centro per gli eventi. Perciò l’intento è stato di avvicinare e realizzare legami tra chi abita il territorio creando opportunità di coesione sociale attraverso lo sport, il cinema e la cultura».

«Una risorsa per dire qualcosa»

«Siamo molto legati al quartiere che ci ospita, che storicamente ha presentato alcune problematiche e difficoltà», ha raccontato Giorgio Terraneo, rappresentante dei Gorillas. «Il nostro obiettivo quindi è dare ai ragazzi meno fortunati la possibilità di partecipare gratuitamente alle attività della squadra, anche perché il football americano non è uno sport così economico, se si pensa che, oltre alla attrezzatura richiesta, i campionati si giocano a livello internazionale con trasferte impegnative. Per noi è molto importante coinvolgere tutti i giovani che altrimenti vivrebbero marginalmente questa realtà».
Per Gabriele Ciglia, presidente di Filmstudio 90, «“L’odio”, capolavoro che parla di musica, periferie e della loro situazione sociale, è un ottimo modo per chiudere l’ultima stagione di proiezioni di Esterno Notte, storica collaborazione con il Comune». Come ha aggiunto Kaso, «il rap è una musica ancora vivace e in questo caso sarà possibile avvicinare coloro che sentono che è una risorsa – è un po’ la sua magia – per dire qualcosa». «Nel mondo hip hop non sempre c’è un ufficio stampa e bisogna costruire la scena – questo l’invito di Tresca – gli artisti hip hop sono interessati a parlare delle realtà che vivono e occasioni come Rock The Jungle servono a dare loro una voce».

Rap da leggenda a San Fermo, Otierre e Tormento sul palco di Rock The Jungle

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