VENEGONO SUPERIORE – Un consigliere di maggioranza che passa all’opposizione; un assessore che per tre volte si è astenuto. E un vicesindaco che incassa meglio di uno sparring partner, ma lontano dai microfoni dell’assise civica confida di non farcela più. A microfoni accesi, invece, il numero due della giunta Lorenzin, Antonio Bison, davanti al pressing delle minoranze risponde con un «è meglio che non dica nulla». O forse è peggio, perché ora le illazioni e le interpretazioni si sprecano.
Consiglio agitato
Tutto questo è accaduto nell’ultima seduta del consiglio comunale, durante il quale sono arrivati al sindaco Lorenzin un paio di traccianti mica da ridere. A partire dal consigliere, Antonella Carfagna di Forza Italia, che ha salutato la maggioranza. I numeri per ora restano saldi dalla parte di Lorenzin (9 a 5), ma c’è chi è pronto a scommettere su uno tsunami politico post estivo. Anche se “settembre è il mese del ripensamento” (cit.).
Andiamo con ordine
Della Carfagna abbiamo già detto. Ora colui che ha già un piede fuori dalla maggioranza è Roberto Castiglioni, l’assessore è spesso in dissenso anche con il voto in consiglio dal suo sindaco. “A settembre lo molla”, ha confidato più di un insider. Vero?, Falso? Senza le dimissioni sul tavolo la chiacchiera vale zero. Del resto già qualche mese fa si è visto com’è andata la fronda che avrebbe dovuto dare la spallata a una maggioranza che sta insieme con la “cicca”.
Il vicesindaco sull’orlo di una crisi di nervi
Chi conosce bene Antonio Bison parla di una persona benvoluta in paese. Che ora si trova tra l’incudine e il martello. In altre parole: tra il dispiacere di dover abbandonare la maggioranza e un progetto politico al quale ha dato tanto e la voglia di dire basta e tornare ad essere più libero nell’esporre ciò che pensa. Insomma un uomo in grande difficoltà.
La questione dei cippi
E l’imbarazzo di cui sopra è emerso con evidente chiarezza in merito alla questione dei Cippi ai Caduti. Monumento rimosso dagli Alpini in occasione del 2 Novembre e sostituito con uno nuovo. Peccato però che le pietre in memoria ai Caduti della Prima Guerra Mondiale fossero protetti dalle Belle Arti, che hanno chiesto il ripristino degli originali seppur ammalorati a spese degli Alpini.
A pungolare Bison sulla questione è stato Stefano Barbieri, consigliere di Venegono Domani e presidente dell’assemblea provinciale di Azione Varese: «Abbiamo chiesto se il sindaco fosse a conoscenza della rimozione e della decisione delle Belle arti». Lorenzin ha dichiarato di essere ignaro. E Bison, che oltre che assessore è anche presidente degli Alpini, «si è accollato in toto la responsabilità, pur di proteggere il primo cittadino. Ora, mi chiedo come sia possibile che un sindaco non sia a conoscenza di quanto avviene nel suo Comune, nelle sua maggioranza e soprattutto non sappia cosa fa il suo vice sindaco».
Tra l’altro è bene ricordare che la domanda di rimozione era già stata avanzata ai tempi del sindaco Crespi, il quale aveva negato il consenso a procedere proprio per via della protezione delle Belle Arti.
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