VERBANIA – Se il Novarese si trova a fare i conti con l’emergenza degli ibis sacri, con interventi che hanno suscitato molte polemiche per le modalità con cui sono stati attuati, il Verbano-Cusio-Ossola si trova ad affrontare la presenza massiccia nell’area del lago Maggiore dei cormorani.
Due specie differenti ma accomunate da un’espansione molto rapida che sta mettendo in crisi gli equilibri ambientali dell’alto Piemonte, con il Lago Maggiore e i corsi d’acqua di confine al centro dei riflettori.
Abbattimenti mirati e limite del 10%: il piano quinquennale 2026-2031
Questa mattina il Consiglio Provinciale del VCO, riunito al Tecnoparco, ha dato il via libera definitivo al piano quinquennale di gestione della specie per il periodo 2026-2031.
Il provvedimento si basa su uno studio redatto dalla società varesina Graia, commissionato dalla precedente amministrazione di Alessandro Lana su sollecitazione delle associazioni dei pescatori e approvato dall’Ispra.
Come illustrato dal consigliere Rino Porini, la presenza di questi volatili è aumentata a dismisura. Capaci di pescare fino a sei metri di profondità e di divorare circa mezzo chilo di pesce al giorno a testa, i cormorani stanno decimando il patrimonio ittico, in particolare la popolazione di trote, con danni accentuati dai prolungati periodi di siccità.
Interventi e dissuasione ecologica sul Lago Maggiore
Il piano autorizza l’abbattimento selettivo fino a un massimo del 10% degli esemplari censiti nei mesi invernali, in linea con le direttive europee e le disposizioni regionali che regolano la gestione del bacino del Lago Maggiore tra Piemonte e Lombardia.
La palla passa ora alla Polizia Provinciale, che coordinerà gli interventi nei tratti indicati affiancandoli a metodi ecologici e di dissuasione acustica e visiva a tutela di incubatoi e aree di ripopolamento.
