Amsc avviata verso la chiusura. La giunta di Gallarate arruola un professionista

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GALLARATE – Non c’è argomento che unisca la precedente amministrazione di Edoardo Guenzani al nuovo corso di Andrea Cassani come Amsc, l’ex municipalizzata di Gallarate avviata dal centrosinistra verso un’inevitabile fine che gli attuali inquilini di Palazzo Borghi non vogliono mutare. La giunta ha infatti deciso di incaricare un professionista con la finalità di verificare «tutte le possibilità e scenari futuri sia sotto il profilo economico-industriale che normativo in relazione a ipotesi di continuità aziendale o meno». Per chi sa leggere tra le righe, il futuro di Amsc appare segnato.

Il Piano di Lovazzano verso una morte naturale

Il destino di Amsc è diventare «una immobiliare». Lo disse Alberto Lovazzano, assessore al Bilancio della giunta Guenzani, durante la Commissione Bilancio del 24 marzo 2015, giorno in cui si discusse per la prima volta il Piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie. In quell’occasione il rappresentante di punta di Città è Vita presentò il piano di spacchettamento dell’azienda, articolato in cinque fasi quanti i servizi da esternalizzare (farmacie, igiene ambientale, distributore metano, trasporti, piscina), della durata almeno decennale («E quando finirà, se va bene, io sarò al parco a giocare con i nipotini»). Il suo piano, era quello di portare la multiservizi verso una morte naturale, «evitando un fallimento che avrebbe creato una lista di creditori e dunque danni a terzi», tenendo come capisaldi dell’azione amministrativa l’azzeramento dell’indebitamento finanziario e contestualmente la garanzia assoluta dei posti di lavoro.

L’inizio della fine

L’ex gallina dalle uovo d’oro del Comune di Gallarate è avviata sul viale del tramonto e ha ormai raggiunto un punto tale che, nemmeno se volessero, gli attuali inquilini di Palazzo Borghi riuscirebbero a invertire la rotta. I problemi, però non mancano, a partire dal piano strategico di Lovazzano che non appare così semplice e lineare come veniva descritto tre anni fa. Per questo motivo la giunta «rende opportuno attivare l’analisi al fine di definire, quanto prima possibile, un percorso complessivo per l’azienda nel rispetto delle disposizioni normative e a tutela del patrimonio aziendale e dei lavoratori di Amsc». Sindaco e assessori, sottolineando «la prevista cessazione dell’attività in materia di trasporto pubblico locale e la positiva valorizzazione del ramo idrico anch’esso in cessione definitiva», non escludono la chiusura. Anzi, al momento sembra l’ipotesi più probabile. A meno che l’esperto incaricato dirà l’esatto opposto.

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