Votiamo per l’Europa ma con lo sguardo sui nostri guai

Si vota per rinnovare il parlamento dell’Unione Europea. Non c’è dubbio, come afferma Antonio Laurenzano nel suo editoriale per Malpensa24, che si tratti di una consultazione politica che ha tanto l’aria di un referendum tra europeisti e sovranisti. Per il nostro Paese, però, è anche il momento della verità per conoscere i rapporti di forza tra i partiti, per capire come si metteranno le cose soprattutto per il governo gialloverde alla luce del risultato delle urne. Le aspettative sono alte, indotte dai sondaggi ai quali è bene credere, ma fino a un certo punto. Se però la Lega dovesse crescere di una decina di punti e i Cinque Stelle retrocedere rispetto alle attuali posizioni, bè, i rapporti tra le due compagini si ribalterebbero.
Benchè a Montecitorio e a Palazzo Madama gli equilibri numerici resterebbero gli stessi è difficile ritenere che non debba accadere nulla di rilevante. Viste le reiterate tensioni tre leghisti e pentastellati, il Carroccio avrebbe facoltà di porre sul tavolo la revisione degli organigrammi, se non, addirittura, di sparigliare rispetto agli accordi che cementano (si fa per dire) l’alleanza governativa. Tutto in teoria, ma con il sostegno di un contesto che non depone al sereno, comunque vadano le cose. Le recenti, sibilline dichiarazioni di Giancarlo Giorgetti (“La nostra alleanza non può vivere in stallo. Verrà la grandine e i deboli cadranno”) testimoniano che dopo il 26 maggio potrebbe davvero cambiare il mondo, fino alle elezioni politiche anticipate. Eventualità che non è poi così remota, nonostante le rassicurazioni dei padroni del vapore rispetto al minacciato e sempre possibile rompete le righe.
Insomma, votiamo per l’Europa ma lo sguardo punta dritto a Roma. E, nel nostro piccolo, a Gallarate e Busto Arsizio. Potrà sembrare paradossale ma l’esito delle europee finirà col condizionare le amministrazioni delle due città. La causa? Le inchieste giudiziarie, che hanno già inciso direttamente o indirettamente sulla stabilità delle giunte. Una Lega più forte potrebbe indurre i suoi vertici a buttare all’aria le intese municipali, specialmente a fronte di un vistoso indebolimento di Forza Italia. A Gallarate e Busto Arsizio governa il centrodestra, che sta sin d’ora stretto a molti leghisti del posto. I quali, manco a dirlo, puntano alla corsa in solitaria, senza i lacci e i lacciuoli imposti dagli alleati, corsa con molte chance di successo. Le possibilità di un doppio patatrac sono di gran lunga superiori alle attese dei due sindaci, Andrea Cassani e Emanuele Antonelli, pronti a scommettere sulla loro tenuta. L’impressione è che le decisioni, se dovranno essere prese, arriveranno dall’alto, in una logica che va oltre la dimensione locale. E a prenderle non saranno più le segreterie dei gruppi di centrodestra (Forza Italia paga lo scotto dei suoi uomini implicati nelle vicende di presunte concussioni e corruzioni) , ma una sola segreteria, quella leghista.
Detto ciò, votiamo per l’Europa, ma con il pensiero al futuro degli orti e delle orticelli di casa nostra. Che ci interessano molto più delle prospettive di un’Unione europea, fondamentale sulla carta, ma che sentiamo lontana e, così come organizzata, per nulla amica.
Europa voto lega giorgetti – MALPENSA24