SARAGOZZA – La volata “tendente a sinistra” di Saragozza parla spagnolo, ma con inconfondibile cadenza colombiana: Juan Sebastian Molano (UAE) vince la dodicesima tappa della Vuelta a España davanti a Groves, che litiga con un pedale e parte in ritardo nonostante due compagni con sé alla flamme rouge, e Boy Van Poppel, che disputa la volata per la Intermarché Circus Wanty al posto del più atteso Hugo Page (che chiude comunque in top-10). Splendido quarto Rui Oliveira, che propizia la vittoria di Molano partendo con scelta di tempo a dir poco perfetta. Tra gli altri, settima piazza per l’italiano della DSM Alberto Dainese.
Come prevedibile invariate le maglie: la rossa di Sepp Kuss (Jumbo Visma), la bianca di Remco Evenepeol (Soudal QuickStep), quella a pois di Jesus Herrada (Cofidis) e rimane ampiamente in verde Kaden Groves (Alpecin Deceuninck).
LA CRONACA
Partenza inedita da Olvega, inizio da manuale per una frazione da sprint: in un paio di chilometri vanno via due uomini di Professional locali e il gruppone lascia fare. Si tratta di Jetse Bol, esperto olandese della Burgos, e del catalano (di padre britannico) Abel Balderstone, promosso quest’anno in prima squadra dalla Caja Rural U23. L’andatura, comandata come da copione da un’Alpecin Deceuninck versione “cruise control”, mantiene il distacco sotto i due minuti mentre la gara viaggia in Aragona.
In discesa, caduta per Rudy Molard (Groupama FDJ), Daniel Navarro (Burgos), Samuele Battistella (Astana), Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step) e Alan Jousseaume (Total Energies) con quest’ultimo che fatica a tenere le ruote del gruppo una volta rimessosi in sella. Dopodiché si transita sul dolce pendio del Mirador de Monte Alto, dove il plotone aumenta il ritmo e al km 107 riprende i battistrada. Qui accade un deja-vu della settima frazione di venerdì scorso verso Oliva: coppia in fuga di cui un corridore della Burgos, il quale al momento del riassorbimento rilancia l’attacco. Allora fu Okamika, qui è Bol che ri-schizza via immediatamente.
Giusto il tempo però di scollinare in solitaria, e il rinforzo della UAE all’inseguimento dà immediati frutti: treni compatti quando mancano 19 km al traguardo volante e 38 a quello finale. A Villanueva de Gallego, che oltre ai punti dell’apposita graduatoria mette in palio qualche abbuono, Primoz Roglic scatta deciso e accorcia di 4 secondi in classifica su Kuss, Soler ed Evenepoel; solo Groves infatti supera lo sloveno, consolidando così il primato di propria competenza. Sul Paseo de Maria Agustin, invece, l’esito è quello descritto in apertura e fissato dall’ordine d’arrivo poco sotto. Il temuto vento non ha prodotto sconquassi.
Dopo la crono cittadina che ha aperto la seconda settimana, la giornata per attaccanti di ieri e quella per velocisti di oggi, domani ecco le “montagne vere”: si va sui Pirenei, a partire dal Tourmalet!
Articolo a cura di Tuttobiciweb.it
