Va alla Uae di Juan Ayuso e Joao Almeida la cronosquadre di questa Vuelta a España numero 80. A Figueres, in Catalogna, il team degli Emirati ha la meglio per 8″ sulla Visma di Jonas Vingegaard, che torna a vestire la maglia rossa di leader della corsa (con il regalo di Ceres Gaudu e i Groupama gli serviranno quando si deciderà la corsa), e per 9″ sulla Lidl-Trek di Giulio Ciccone. E nella generale, alle spalle del danese, a 8″, c’è proprio il duo Ayuso-Almeida con Giulio Ciccone 5° a 9″. “E’ una vittoria che ha molti significati – ha dichiarato Matxin, il responsabile tecnico del team -. vuol dire che abbiamo lavorato molto bene sotto il punta di vista degli allenamenti, della biomeccanica, della tecnica e della tecnologia. soprattutto è la dimostrazione che la condizione dei ragazzi è super”.
Di questa vittoria ci sono due immagini da tenere molto bene a mente e riguardano entrambe Ayuso. Il giovane spagnolo è stato spettacolare in partenza, mettendo subito in fila tesa, e col giusto ritmo, i suoi compagni. Grande anche sulla retta finale quando, voltandosi molte volte dietro, ha dovuto dosare la potenza per non staccare Marc Soler, il quarto, sui cui sarebbe stato preso il tempo.

Gli altri italiani
Entra nei primi dieci della generale Giulio Pellizzari, 9° a 20″ dalla maglia rossa. Una posizione più in alto, ma con lo stesso tempo, c’è il suo compagno di squadra Jai Hindley. Vedremo già da domani salendo verso Pal, ad Andorra, quale sarà l’idea tattica della Red Bull. Ogni intanto la squadra, guidata da Patxi Vila, ha corso bene nonostante la caduta, per distrazione nonostante sia un cronoman, di Matteo Sobrero. Una manciata di secondi persi qui (oggi la Baharain ha chiuso a 31″ dalla Uae), una manciata di secondi la (limone Piemonte), Antonio Tiberi è ora 23° a 58″. Per lui la tappa di domani è già fondamentale. Lasciare per strada altro tempo complicherebbe molto la sua corsa per il podio di Madrid. Oggi ci si aspettava di più dalla Ineos, perché quando c’è di mezzo nelle crono le aspettative sono sempre altissime. La loro partenza è stata velocissima, con il miglior primo intertempo a pari merito con la Uae. Ma già nella seconda frazione il team è andato in calo, chiudendo lontano (5° a 16″) e con soli 4 uomini.
La protesta contro Israele
Monta la protesta per il genocidio di Gaza contro Israel. Oggi lungo il percorso un gruppetto di manifestanti con due bandiere della Palestina è sfuggito al controllo dei Mossos e, in mezzo alla strada, è riuscito a quasi fermare gli atleti per pochi secondi. La regia televisiva spagnola ha subito cambiato inquadratura. In serata si è saputo che un manifestante è stato arrestato. Sale anche la protesta nei Paesi Baschi, dove la corsa arriverà nei prossimi giorni. I social vengono usati per chiamare a raccolta i manifestanti. Martedì e mercoledì si preannunciano giornate calde. Da più parti viene chiesto che la squadra – Israel – venga fermata, esclusa dall’attività. In pratica che gli venga riservato lo stesso trattamento messo in atto nei confronti dei russi dopo l’invasione in Ucraina. Intanto la giuria, molto magnanime, ha tolto 15″ al tempo della squadra al termine della crono.

Quinta tappa – Ordine d’arrivo e classifiche
