GALLARATE – Da tempo avevano scelto i boschi di via Sicilia come un luogo sufficientemente appartato e lontano da occhi indiscreti per abbandonare i rifiuti. Ma le fototrappole installate e la pazienza della polizia locale di Gallarate hanno consentito finalmente di risalire ai responsabili.
Discarica a cielo aperto
Pneumatici, scarti meccanici, macerie, spazzatura domestica di ogni genere: da mesi i residenti della zona segnalavano sversamenti illeciti di rifiuti. Nonostante i regolari interventi di pulizia, bastavano poche settimane di tempo perché tornasse tutto come prima. Quell’area verde a pochi metri dalla piattaforma ecologica si ritrasformava ogni volta in una vera e propria discarica a cielo aperto.
Le indagini
Le indagini condotte dalla polizia locale mediante l’utilizzo delle fototrappole hanno consentito finalmente di dare un volto e un nome ai responsabili. E’ la vicesindaco Francesca Caruso (nella foto), delegata alla Sicurezza della giunta di Andrea Cassani, a rendere noti a Malpensa24 i dettagli dell’operazione. Gli agenti hanno colto in flagrante un gruppo di marocchini, regolarmente residenti a Gallarate e titolari di un’attività commerciale. Anziché smaltire la merce in eccedenza con le regolari procedure, trovavano più comodo e sbrigativo abbandonarla in modo illecito nei boschi a lato della superstrada 336 al confine con Busto Arsizio. Identificati dalla polizia locale, sono stati sanzionati con una multa di 600 euro e l’obbligo di ripristino dell’area.
A Gallarate arrivano le fototrappole contro l’abbandono dei rifiuti
