SOMMA LOMBARDO – «Anche noi vogliamo esternare il nostro dissenso nei confronti di questo impoverimento. Che oltre a destrutturare l’ospedale – e quindi a non assicurare una corretta copertura sanitaria che un presidio deve garantire – porterà a un problema logistico per chi ha o avrà bisogno di assistenza sanitaria». Tocca ai rappresentanti dei quartieri e delle frazioni di Somma Lombardo prendere posizione. Dopo che istituzioni politiche del territorio, ex sindaci, parroci, sindacati, comitati e cittadini si sono fermamente opposti allo spostamento dell’Oculistica e della Chirurgia dal Bellini al Sant’Antonio Abate di Gallarate, nuove forze di schierano dalla parte del nosocomio sommese. Sì, perché «il problema è sentito da tutti indistintamente».
«L’ospedale resti così com’è»
Al Bellini «sono nate intere generazioni e sono state assistite migliaia di persone». È un ospedale che «ha fatto tutto il possibile, per come è concepita una struttura del genere. E lo ha fatto molto bene, con donne e uomini, che hanno dato il loro contributo con grande professionalità, toccando, a volte, l’eccellenza nella loro specializzazione». Nelle ultime settimane non sono mancate le prove di dialogo – soprattutto dopo gli scontri in aula – tra la politica sommese e i vertici di Asst Valle Olona. In attesa di scoprire quali saranno le sorti del presidio cittadino, i segretari dicono la loro: «Nel corso degli anni il Bellini è stato impoverito delle molte specializzazioni che ne facevano un polo sanitario importante, non solo per i sommesi. La situazione sta diventando ancora più critica perché, in funzione della mitica “razionalizzazione” delle strutture sanitarie, anche l’ultima attività specialistica sta per allontanarsi dal nostro ospedale». E, in questa prospettiva, la posizione non cambia: «L’ospedale deve rimanere con le funzioni per cui è stato ideato».
Il Bellini oggi
Ciò non toglie che «la pianificazione delle attività vada studiata attentamente: oggi, più che mai, vanno evitati sprechi come sovrapposizioni a corto raggio di attività ospedaliere». Una situazione che «deve essere tenuta in conto da chi è in “sala regia”». E aggiungono: «Quello che una struttura come il Bellini deve avere oggi, per il grande bacino di utenti che serve, è un’assistenza di Pronto soccorso, una chirurgia con tutte le attività correlate e altre situazioni di grande richiesta come l’Oculistica». Tutto, però, «con un alto profilo di professionalità e qualità: è un servizio sanitario che può funzionare. E lo può offrire ai cittadini che, non dimentichiamoci, pagano per avere il corretto riscontro».
Somma-Asst: dopo lo scontro prove di dialogo sul futuro del Bellini. Il nodo Girasole
