BUSTO ARSIZIO – Un parco per Norma Cossetto per non dimenticare l’orrore delle Foibe: il Comitato Antifascista di Busto Arsizio dà fuoco alle polveri. E’ polemica sulla proposta, approvata all’unanimità dal consiglio comunale bustocco, promossa da Fratelli d’Italia. L’accusa agli esponenti del partito di Giorgia Meloni è quello di voler fare del revisionismo storico. Ma non vengono risparmiati nemmeno gli altri esponenti politici centro sinistra compreso: “Quelli che né provengono né ripropongono oggi quel tetro passato, anzi che si dicono contro e che nelle assise votano e possono anche parlare, o quanti hanno come proprio compito la difesa della memoria e della memoria partigiana, che dicono? Qualcuno ha obiettato che mentre la proposta di intitolazione alla memoria di Norma Cossetto è ricevibile, non lo è altrettanto chi la propone?“
Contro Fratelli d’Italia
“Difficile dire qualcosa oltre se non riconoscere la morte orribile che ha dovuto subire una donna, Norma Cossetto, vittima di un tempo atroce e riconoscere che proprio quella stessa fine è un appello a che mai più accada. Accadeva nell’ottobre del ’43, in Istria”, si legge nel comunicato diffuso dal Comitato Antifascista. Il punto sollevato dal Comunicato non riguarda tanto la proposta in sé ma chi l’ha messa sul piatto. Il partito della Meloni, appunto.
Revisionismo storico
“Alcuni tra coloro in posa per il ritratto (foto pubblicata a corredo dei vari articoli relativi al sì unanime del consiglio alla mozione), in sfregio anche a ruoli istituzionali attribuiti loro nella cornice della nostra Repubblica figlia della Resistenza e costruita sulla Costituzione, hanno reclamato pubblicamente in diverse occasioni di potersi dichiarare fascisti”. Il riferimento potrebbe essere relativo a una dichiarazione di qualche anno fa di Checco Lattuada (coordinatore di collegio di Fdi) che alla vigilia di un convegno sulla libertà di espressione rivendicò il diritto di “chiamarsi fascista“.
Partigiani comunisti
“E’ da questo sfondo che dal gruppo ritratto in foto, proprio su una storia tragica come quella della morte di Norma Cossetto, complicata e tragica come è la Storia di quei luoghi del confine orientale, si solleva l’accusa con nome e cognome: partigiani comunisti”, prosegue la nota. “Il sillogismo è dietro l’angolo: una donna muore in maniera orribile, uccisa dai partigiani comunisti, ergo i partigiani (peggio se comunisti) hanno fatto cose orribili. Ed ecco spianata la strada alla manomissione della Storia ed al revanscismo fascista”.
Il momento di dire
“Che in tante città si siano poste obiezioni ad atti come questo votato all’unanimità a Busto, promuove la città medagliata per la Resistenza a quale nuovo riconoscimento e dato da chi? Una studentessa di Busto ha chiesto durante il recente incontro con Enzo Fiano per la giornata della memoria “Quando fosse il momento per dire no, per opporsi, quando gli italiani non ebrei avrebbero potuto o forse dovuto opporsi a questi soprusi?” – conclude la nota – Oggi è altro tempo e altra situazione, ma un senso profondo rimane e per questo riproponiamo la stessa domanda, posta in questa che si dice una democrazia tra le più ricche, perché è domanda che interroga non solo le scelte nel presente, ma la ragione di reiterati e colpevoli silenzi”.
