TURBIGO – La giunta comunale di Turbigo ha approvato le controsservazioni al progetto di espansione dell’aeroporto di Malpensa integrato da Sea il 20 luglio (nella foto, l’Alternativa 7-Proposta Sea/Enac di espansione al di fuori del sedime aeroportuale, approvata nel protocollo di intesa del 6 giugno). Ne dà notizia oggi, martedì 23 agosto, l’assessore all’ambiente, Andrea Azzolin, sottolineando l’opposizione «categorica» dell’amministrazione locale al consumo di territorio della brughiera e all’aumento dei voli notturni.
Approvate le controsservazioni
«Se ci deve essere una espansione dell’aeroporto – ribadisce Azzolin – questa dovrà avvenire all’interno del sedime aeroportuale, come sostenuto anche dal Parco del Ticino. Turbigo è contraria anche all’aumento indiscriminato e non regolamentato dei voli, soprattutto di notte. Nelle controsservazioni la nostra amministrazione comunale ha approfondito la tematica del rumore notturno, con i dati rilevati dalle nostre centraline poste sopra la scuola materna di via Plati, e che hanno dimostrato come negli ultimi mesi, anche con le nuove sperimentazioni di voli e rotte, il rumore di notte arriva a toccare i 64,5 decibel.
«Questo per noi è insostenibile. Lo abbiamo detto – aggiunge l’assessore della giunta Allevi – ai tavoli di confronto con gli enti di competenza e lo abbiamo voluto ribadire nelle controsservazioni. Continuiamo a lavorare per trovare il giusto equilibrio a salvaguardia della salute dei nostri concittadini turbighesi e di tutto il territorio».
Farfalla e libellula da salvare
Le osservazioni dei comuni del Castanese (Castano Primo, Nosate, Robecchetto con Induno, Turbigo e Vanzaghello) relative all’ampliamento verso sud dell’area Cargo City di Malpensa riempiono 20 pagine. In esse, fra l’altro, si ricorda che il Protocollo di Intesa prevede l’espansione della Cargo City al di fuori dell’attuale sedime aeroportuale, con un consumo di territorio pari a 44 ettari della brughiera di Malpensa e Lonate che saranno interamente dedicati alla realizzazione di capannoni, piste di raccordo e aree di sosta per aeromobili.
Tale protocollo, si legge, “non è espressione del parere di tutti i comuni del Territorio, ma solo di una parte minoritaria di essi, mentre altri 40 comuni non concordano con quanto siglato” in esso. Per quanto riguarda la valenza ecologica dell’area “sono state rilevate 230 specie di avifauna, delle quali 79 nidificanti. Le specie di interesse comunitario sono 61”. Una presenza “di eccezionale importanza” viene giudicata la popolazione del lepidottero Coenonympha Oedippus, considerata la farfalla europea più minacciata di estinzione. Non basta: “I recentissimi sopralluoghi eseguiti nel 2021 dal Parco Ticino e dall’Università di Pavia all’interno del progetto LIFE Drylands hanno evidenziato che le specie protette sono aumentate rispetto al 2011 e inoltre è stata ritrovata in brughiera una nuova specie protetta, la libellula Sympecma Paedisca, presente in soli tre siti della Lombardia, fra cui la brughiera di Malpensa e quella di Lonate”.
Riserve su controlli, sanzioni, centrale energetica
Le controsservazioni puntano poi il dito su numerosi aspetti del Protocollo. Ad esempio, viene definito “troppo generico” l’impegno di Sea ed Enac di “mettere in atto tutte le azioni possibili per limitare e ridurre il rumore aeronautico, in particolare durante le ore notturne”: secondo i comuni a sud dell’aeroporto, “non si definisce nulla, come attuare le tariffe differenziate per gli aeromobili più rumorosi, per che tipo di aerei, oppure incentive per aerei meno rumorosi, quanto saranno aumentate o diminuite, in che fasce orarie, quando saranno introdotte ecc.”. Come “non si definisce nulla sulle sanzioni, sulle penalizzazioni, sui controlli” volte a “garantire il corretto utilizzo delle Sid (le procedura di decollo, nda) di uscita degli aeromobili e la massima quota possibile di sorvolo dei centri abitati”.
Ancora, per quanto riguarda l’impianto di produzione di energia rinnovabile sul sedime aeroportuale “nulla è definito in termini di progetto, tipologia di impianto, tempi, costi, potenza. Anche per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici pubblici e di impianti di illuminazione non si definisce in che comuni, quali impianti, quanti, ecc. Nemmeno l’area è identificata con certezza (si usa il termine preferibilmente)”. Mentre riguardo ai campi fotovoltaici annunciati, “questa ipotesi è di dubbia fattibilità in quanto si ritiene che dal punto di vista della sicurezza non sia possibile realizzare una centrale fotovoltaica, con pannelli solari orientati ovviamente a sud in direzione degli aerei in atterraggio, per possibili problemi di riflessione dei raggi solari verso gli occhi dei piloti”.
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