MALPENSA – Improperi contro il Governo Draghi nonostante ci fosse un bambino a bordo. E poi ancora il divieto assoluto di aprire il finestrino posteriore per prendere una boccata d’aria mentre si percorreva l’autostrada a 160 chilometri all’ora. Per finire, una volta arrivati a destinazione e dopo aver finito di inveire anche contro i clienti a bordo, il tassista ha comunicato di avere il Pos scarico nonostante l’obbligo di ricevere pagamenti con il bancomat. E’ una corsa da incubo quella vissuta sulla tratta Malpensa-Milano da una famiglia. Che, dopo aver presentato un reclamo, ha ottenuto un provvedimento disciplinare contro il guidatore.
Fino al Tar
Avere giustizia non è stato per nulla facile. Come riporta nel dettaglio Il Giorno, la corsa risale infatti a un anno esatto fa, ma la commissione disciplinare regionale si è riunita soltanto a ottobre, sospendendo la licenza del tassista per 7 giorni. Il 18 ottobre, il Comune di Milano ha erogato il provvedimento, subito impugnato dal tassista per vizio di competenza. La vicenda è arrivata fino al Tar che nei giorni scorsi ha stabilito come la sanzione applicata non risulti «manifestamente irragionevole, illogica, di palese incongruità o abnormità tale da giustificarne l’annullamento».
Il precedente
All’autista è stata contestata la violazione degli articoli 40 e 44 del “Regolamento del bacino di traffico del sistema aeroportuale lombardo del servizio taxi”, in particolare per quanto riguarda l’obbligo di «tenere in ogni circostanza un comportamento corretto nei confronti degli utenti».
Un precedente simile era accaduto nel 2017, quando un suo collega davanti al T2 di Malpensa si rifiutò di caricare a bordo due anziani invalidi residenti a Cardano al Campo. Troppo breve la corsa, troppo magro il guadagno. E dunque li lasciò sul marciapiede, insieme alla loro figlia, a mezzanotte inoltrata. A lui la licenza venne sospesa per 30 giorni.
